Sicurezza
Su e giù per il Serra 10 volte Come se fosse l’Everest
orbetello
Scalare l’Everest in bicicletta? Tecnicamente è impossibile però si possono scalare in maniera diversa i mitici 8848 metri della vetta più alta del mondo, peraltro questo è un evento riconosciuto che prende il nome di Everesting, il format che prevede che un ciclista dopo avere scelto una salita la percorra tutte le volte che occorre per raggiungere gli 8848 metri di salita in una sola volta e sempre su quella strada.
Nell’impresa sono riusciti il pisano Carlo Coppo, atleta tesserato con la Natural Bike di Fonteblanda ed il ragusano Fabio Solarino. L’impresa è stata realizzata lo scorso 21 giugno, solstizio d’estate, con partenza dal centro di Calci (Pisa) per raggiungere la sommità del monte Serra fino a dove sono posizionate le antenne radiotelevisive a 917 metri di altezza. Un percorso da ripetere su e giù per la montagna per dieci volte in un solo giorno fino a copre il dislivello di 8848 metri. L’impresa ha avuto inizio alle 4 di mattina, ogni scalata in circa un’ora di tempo, la base logistica era posizionata nei pressi del campo sportivo di Calci dove veniva effettuata la necessaria alimentazione e integrazione a ogni passaggio. «Siamo partiti con le luci accese – dicono all’unisono Coppo e Solarino – poi grazie al cielo stellato le abbiamo spente e abbiamo pure visto una stella cadente che ci ha fatto esprimere il nostro desiderio che era quello di riuscire nell’impresa». E continuano: «È stata un’emozione indescrivibile, le salite si sono succedute una dietro l’altra così come gli amici che si sono sempre alternati con noi fornendoci quel supporto morale indispensabile per un’impresa del genere».
Non è mancato neanche l’imprevisto, a metà giornata ha iniziato a piovere e in quel momento è stato fondamentale il ruolo di Paola, la moglie di Carlo, che li ha incoraggiati sostenendoli anche con la preparazione di pasta al pomodoro che si è aggiunta alla frutta fresca ed agli integratori. Con il passare delle ore la gambe sono diventate sempre più pesanti, i dolori ai piedi hanno costretti sia Carlo che Fabio a qualche sosta imprevista ma poi entrambi hanno ripreso con la determinazione di farcela. La decima salita è iniziata alle 22, il sole aveva ormai salutato e dall’alto della montagna i due ciclisti hanno potuto osservare le luci della costa, uno spettacolo che gli ha dato la spinta per l’ultimo sforzo. Gli ultimi 400 metri sono stati completati dopo le ore 23 ed a mezzanotte l’Everest è stato conquistato dopo 20 ore di dura fatica. È stata festa grande per tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa impresa che ha coinvolto diversi professionisti, il preparatore atletico, il fisioterapista, il medico sportivo e il biomeccanico, in pratica uno staff di qualificato livello che ha dato un contributo importante affinché Coppo e Solarino potessero scrivere il loro nome nella Everesting Hall of Fame, l’organizzazione che gestisce l’evento e che ha sede in Australia. –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google