Gioco
Il pivot Zambianchi chiude il sipario dopo 21 stagioni da protagonista
A 37 anni ha deciso di fermarsi L’abbraccio alla squadra e l’augurio alla sua società «Avventura bellissima, non ho rimpianti» dice
grosseto
In attesa di notizie sul futuro del basket grossetano, con la stagione già in archivio da mesi a causa del Covid, la prima squadra cittadina deve salutare una delle sue bandiere. Il pivot di mille battaglie, Marco Zambianchi, prossimo a spegnere 37 candeline, ha deciso di ritirarsi dall’attività agonistica, dopo 21 meravigliose stagioni da protagonista in prima squadra.
Debuttò, appena sedicenne, nel corso del campionato di Promozione 1999-2000 e da quel momento i suoi duecento centimetri sono stati fondamentali per la pallacanestro grossetana. Sotto i tabelloni ha catturato migliaia di rimbalzi e ingaggiato dure sfide con i lunghi avversari senza arrendersi mai. «Credo che a 37 anni possa dire basta – sono le prime parole di Zambianchi, dopo la comunicazione dell’addio – Ringrazio tutti i miei compagni di squadra per questi anni stupendi. È stata un’avventura bellissima. Non ho rimpianti e spero che anche chi ha giocato finora con me, arrivando alla mia età possa dire lo stesso. Auguro le migliori fortune alla mia società e invito i miei compagni a lavorare per far sì che questa avventura sia la più bella possibile». Marco Zambianchi ha contribuito, con la sua fisicità, con la sua classe e la sua esperienza, alla doppia promozione della Gea dalla Promozione dalla serie C silver e nella stagione interrotta dall’emergenza sanitaria, con i gradi di capitano ereditati da Marco Santolamazza, ha messo sudore e cuore, superando qualche acciacco, per dare spessore al reparto difensivo, giocando quasi sempre 40 minuti per sopperire anche all’assenza di Jacopo Roberti e permettendo alla Cooplat Gea di sistemarsi in una posizione di centro classifica. In carriera MZ4, come lo chiamavano i compagni, ha vinto due campionati di serie D, uno di Promozione e una Coppa Toscana di serie D. Ora si dedicherà alla famiglia, alla sua attività, ma la palla a spicchi rimarrà per sempre nel suo cuore. «Abbiamo voluto aspettare qualche giorno per metabolizzare e trovare le giuste parole per onorare il tuo addio al basket giocato – scrive il presidente della Gea, David Furi – ma le uniche parole che ci vengono in mente sono: Grazie Zambia. Grazie perché in questi anni sei stato una figura di riferimento in campo e fuori. Un esempio per i giovani, un compagno di squadra sempre pronto a lottare su ogni pallone e un amico per tante persone. Per 21 anni hai onorato e indossato una e una sola maglia, quella della tua città; Grosseto, debuttando a soli 15 anni in prima squadra a Livorno. Ti sei fatto valere in ogni partita e il tuo spirito competitivo è stato trascinante. Sei stato una delle colonne portanti per la nascita della Gea Basketball Grosseto, un uomo-spogliatoio che con il suo carisma ha creduto sempre in un progetto di valorizzazione dei giovani e della pallacanestro grossetana. Grazie Marcone, ci auguriamo che anche se hai appeso le scarpe al chiodo tu possa aiutare a trasmettere la tua vivacità e esperienza a tutti i nostri giovani. Un abbraccio». –
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