Lutto
L’Argentario perde due bandiere Milani e Schiano se ne vanno
Il portiere ha scelto il Manciano, il bomber che ha segnato 26 reti in biancoazzurro ha deciso di tornare al Fonteblanda Gli auguri del presidente
porto santo stefano
L’Argentario perde due bandiere. La società del presidente Amerigo Loffredo dovrà rinunciare la prossima stagione a due pedine fondamentali: il portiere Alessandro Milani, che si accaserà al Manciano, e il bomber Stefano Schiano che, dopo le 26 reti realizzate con la casacca biancoazzurra, torna al Fonteblanda, con cui aveva già militato dal 2007 al 2013.
«Come i tifosi azzurri sanno benissimo – le parole del presidente Loffredo – Milani è stato il nostro portierone per ben otto anni e dalla prossima stagione vestirà la maglia del Manciano. Schiano è stato il bomber dell’Argentario per tre anni e adesso si trasferirà al Fonteblanda. L’Argentario ringrazia Alessandro e Stefano per quanto hanno fatto e dato per i colori sociali. Con le parate, i gol e con il loro esempio di sportività e abnegazione hanno contribuito a far crescere la squadra partita dopo partita. A loro va l’augurio della Ssd Argentario di raggiungere in futuro ogni traguardo che si sono prefissati».
Per Schiano sono 26 le reti realizzate in tre anni anche se si tratta di due anni agonistici, visto che era arrivato nella sessione invernale e, con lo stop per il Covid-19, i campionati sono terminati in anticipo. «È come se ne fossero volati 10 per l’intensità che hanno avuto – dice l’attaccante santostefanese – Vestire la maglia dell’Argentario è stato qualcosa di straordinario e personalmente mi ha riempito d’orgoglio. Sono stati 3 anni in cui ho dato veramente tutto me stesso, ho cercato con ogni mezzo di contribuire a portare questa squadra almeno alla pari con le più importanti realtà calcistiche del nostro calcio e penso senza presunzione di esserci riuscito, naturalmente insieme a tutti i miei compagni. L’obiettivo era alzare l’asticella giorno dopo giorno, ci siamo tolti un mare di soddisfazioni, ci siamo arrabbiati, siamo rimasti delusi e abbiamo gridato come matti. Abbiamo raggiunto obiettivi importanti con numeri importanti che rimarranno nella storia di questa società. Non avremo vinto nulla ma nessuno può toglierci quello che abbiamo ottenuto: noi lo sappiamo e lo sa anche il nostro pubblico, strepitoso fino alla fine. Per questo motivo, arrivato stremato mentalmente da questa folle corsa, sento il bisogno di ricaricare un po’ le batterie e trovare nuovi stimoli. Chi mi conosce veramente sa quanto sia importante per me dare il massimo e quando non riesco a garantirlo vuol dire che deve cambiare qualcosa, soprattutto considerando che possono essere gli ultimi colpi. Voglio ringraziare tutti, dalla società al mister Legler, i miei compagni e i dirigenti. Speriamo di ricominciare al più presto e nel modo più sano possibile». —
Andrea Capitani
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