Il Tirreno

Grosseto

us grosseto: simone ceri 

«Servirà piena sintonia tra il mister e il futuro ds»

Paolo Franzò

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GROSSETO

Grifone alla ricerca di un direttore sportivo. Il dopo Bicchierai è ufficialmente cominciato, all’indomani dell’addio al biancorosso per motivi familiari del diesse di Certaldo.

«Ci è dispiaciuto parecchio – sottolinea Simone Ceri, copresidente unionista – anche dal punto di vista umano. È stato un signore al cento per cento. Noi abbiamo provato in tutti i modi a venirgli incontro, ma lui è una persona con valori veri, come se ne trovano poche nel calcio e ha scelto di non anteporre il pallone alla famiglia, per cui ha tutto il nostro rispetto».

E adesso? «È evidente che un direttore sportivo va trovato, tanto più in Lega Pro, dove siamo dei debuttanti assoluti». Con quali caratteristiche? «Prima di tutto dovremo trovare una persona che vada d’accordo con l’allenatore. Tra mister e ds ci deve essere sintonia assoluta. Dopo di che, una persona che sappia calarsi in una realtà di calcio diversa dal solito. Dove si cerca di fare calcio con poche risorse economiche e soprattutto con le idee, proprio come era stato bravo a fare Bicchierai».

I nomi ovviamente non mancano e i telefoni squillano, è così? «È cosi. Grosseto in Lega Pro è una piazza molto appetibile, non solo per un direttore sportivo, ma anche per acquistare la società. Abbiamo avuto richieste anche in tal senso».

Cosa pensa del fondo salva calcio che dovrebbe destinare 5 milioni alle società di serie D; quindi circa trentamila euro per squadra? «È una cosa che dobbiamo ancora capire bene. Comunque speriamo, perché ogni aiuto economico non può che farci bene. Anzi, ci serviranno aiuti a due mani come si dice, anche piccoli». Perché la Lega Pro costa e molto... «Sessantamila euro di iscrizione, 45mila per l’affiliazione e poi la fideiussione da 350... tanto per cominciare». L’idea qual è allora? «Dobbiamo prendere come punto di riferimento quanto fatto dal Pontedera che quest’anno ha speso appena 560mila euro di stipendi; un capolavoro. Erano secondi dietro al Monza che ha speso 9 milioni. Serviranno idee. Serve un diesse bravo soprattutto coi giovani, perché farli giocare aiuta economicamente». — Paolo Franzò

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