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fase 2: la ripartenza 

Prove tecniche per la rinascita della gloriosa Castiglionese calcio

Enrico Giovannelli
Prove tecniche per la rinascita della gloriosa Castiglionese calcio

Franco Lippi lancia l’idea di un’assemblea pubblica «Non voglio fare il presidente, solo lavorare a un sogno»

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA

Prove tecniche di rinascita per la Castiglionese calcio. A lanciare l’idea di far tornare in vita il Gruppo sportivo Castiglionese, la società più antica del paese con la squadra che non partecipa più ad un campionato da tre stagioni, è l’ex presidente Franco Lippi, che ha retto le redini dei rossoblù dal 1998 al 2006. «Da tempo in tanti mi chiedono se si può fare qualcosa per far rinascere la Castiglionese calcio – spiega Lippi – amici e appassionati che mi stanno mettendo una vera pressione addosso. E allora ho pensato che si potrebbe organizzare qualcosa. Credo che i tempi siano maturi e che in paese ci siano personalità che abbiano a cuore la storia della società, e che come me vogliono vedere se possiamo far risorgere i nostri colori dalla cenere in cui sono caduti».

La Castiglionese, fondata nel 1929, ha una lunga storia e in provincia ha sempre partecipato con profitto ai vari campionati: Prima e Seconda categoria soprattutto, e un paio di volte la squadra è anche salita in Promozione, l’ultima nel 2012-13 sotto la dirigenza di Daniele Gaggioli, dopo aver vinto la stagione precedente lo spareggio a Castel del Piano contro il Pienza per 2-0 (reti di Pedroni e Tiberi). Poi dopo aver disputato un ottimo campionato sotto la gestione dell’allenatore Michele De Masi con il terzo posto finale, la squadra per rinuncia è tornata in Prima categoria. E da quel momento è iniziato un lento e inevitabile declino.

La dirigenza dopo altri due discreti campionati decise di passare la mano alla famiglia Clementini, che ha gestito la squadra fino al 2017-18, con molti problemi: nel 2016-17 ci fu anche una “rivolta” dei giocatori da metà anno, che conclusero il campionato auto gestendosi con l’allenatore Marco Travison, centrando comunque la salvezza ai playout contro il Paganico (5-0, reti di Toninelli, Pecchi, Baldin, Giommoni e Lucarelli). L’anno dopo però i problemi hanno continuato ad assillare la squadra e inevitabile arrivò la retrocessione sul campo in Seconda categoria, cosa che non succedeva dal 1996-97. Di lì a poco la decisione da parte della dirigenza di non iscriversi, con il presidente Federico Clementini che decise di trasferirsi a Scarlino.

Da quel momento la gloriosa storia rossoblù si è interrotta, disperdendo anche il patrimonio del poco settore giovanile che era rimasto. Il calcio però non è certo sparito per un comune che può vantare comunque ben 4 campi di calcio, fra cui lo stadio Casa Mora e lo storico impianto Irio Valdrighi. A resistere e tenere alto l’onore c’ha pensato il Punta Ala, che è riuscito a salire con una rosa di tutti giocatori del paese in Seconda categoria, ma anche il Real Castiglione, nato da quella che era la Polisportiva Castiglione della Pescaia in Terza categoria, senza dimenticarsi dell’Etrusca Marina, squadra di Vetulonia, attualmente in Seconda categoria.

Franco Lippi, imprenditore ben conosciuto e apprezzato che risanò nella sua gestione un debito che era lievitato enormemente, ha ben chiare le mosse che vuole fare: «La mia idea è quella di riuscire ad organizzare una bella assemblea pubblica entro la fine di giugno, compatibilmente con le direttive del coronavirus. Il primo obiettivo è quello di guardarsi in faccia con gli appassionati e capire cosa possiamo fare. La rinascita deve avvenire tramite cose semplici: la prima cosa è senza dubbio ricreare il settore giovanile. Ricordo quando ero presidente c’erano circa 100 ragazzi in tutte le categorie. Poi pensare alla Prima squadra, che in caso ripartirà della Terza categoria. Penso poi ad un consiglio snello, che possa agire velocemente». Lippi ci tiene a precisare una cosa però: «Non ho certo intenzione di fare io il presidente, non è certo questa l’ambizione che perseguo, anzi tutt’altro. Mi sento invece un’apripista, per dare il via ad un sentimento che tanti amici mi chiedono di provare a far ripartite. Ho avuto dei colloqui anche con l’amministrazione comunale a cui ho spiegato le intenzioni e ho trovato ampia disponibilità. Mi piange il cuore non vedere una squadra a cui siamo tutti legati non esistere più. Sono sicuro che possiamo fare qualcosa, o almeno provarci». Per organizzare un’assemblea pubblica si potrebbe usare proprio lo stadio Valdrighi direttamente sul campo, con il distanziamento fra le persone che non sarebbe un problema. Ma già parlare di far rinascere la Castiglionese con qualunque nome dallo storico Gs o la semplice Ac, associazione calcio, è già una bella notizia. —

Enrico Giovannelli

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