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Prolungata fino al 18 maggio la sospensione delle attività Si va verso lo stop definitivo

Paolo Franzò
Prolungata fino al 18 maggio la sospensione delle attività Si va verso lo stop definitivo

Oggi il Grifone, giocando contro il Montevarchi, avrebbe potuto festeggiare la promozione  Giunta protesta: «Noi non siamo coperti da cassa integrazione»

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GROSSETO

Stadio Zecchini ore 15, oggi doveva essere il giorno di Grosseto-Montevarchi, ultima giornata del campionato di serie D. Una partita che non ci sarà, come del resto non ce ne sono ormai dallo scorso primo marzo, quando il Grifone vinse con lo Scandicci, prima dello stop allora solo provvisorio, oggi ormai quasi certamente definitivo.

Oggi poteva essere il giorno della festa e forse del ritorno in Lega Pro, sancito dal campo. Invece, sarà un altra domenica silenziosa, piena di dubbi e di domande sul futuro, ovviamente non solo del calcio.

Così, mentre il presidente della Lnd, Cosimo Sibilia dice di non vedere più la possibilità di ripartire, ecco il comunicato di ieri della stessa Lega Dilettanti che delibera «di prolungare la sospensione sino a tutto il 18 maggio 2020 delle attività organizzate dalla Lega Nazionale Dilettanti sia a livello nazionale che territoriale. Resta ferma ogni riserva di adottare eventuali ulteriori provvedimenti che si rendessero necessari all’esito di ulteriori indicazioni provenienti dalle Autorità sanitarie e, comunque, contenute in successivi provvedimenti legislativi».

È il primo passo verso lo stop definitivo al campionato che però getta mille domande sul futuro e su quali decisioni verranno prese, col rischio di non sapere ancora per molto tempo neppure a quale torneo prenderà parte il Grosseto nella stagione 2020/2021.

In mezzo a tutto questo, arriva il grido di dolore del centrocampista biancorosso, Francesco Giunta, uno dei pochi biancorossi non grossetani e quindi alle prese anche con altri problemi, attraverso una lunga lettera inviata alla redazione di TuttoserieD, dalla quale estrapoliamo alcuni passaggi significativi. «Vorrei fare arrivare questo messaggio alle istituzioni – scrive Giunta – Al 99% è impossibile applicare il protocollo medico, ha detto Sibilia. E allora cosa si aspetta a dire che il campionato è finito? E immaginate una cosa: quanti ragazzi che come me, giocano lontano dalla propria città, stanno aspettando la decisione e al momento sono in affitto… Poi la questione dei “rimborsi”: anche questa è un’altra follia perché si chiama in questo modo e non stipendio, e soprattutto non sei coperto dalla cassa integrazione. Come dovremmo fare? Sapendo che al 99% perderò 3 mensilità, poi siamo tutti in alto mare, non sapendo quello che accadrà e nel frattempo facciamo allenamento in videochiamata che non è lo stesso di farlo sui campi. Perché non si hanno le p... di prendere una decisione forte che va a preservare la salute. Se tutto va bene il prossimo stipendio lo percepiremo a metà settembre e chiaramente sottolineo che il mio presidente ad esempio ha pagato regolarmente l’ultimo stipendio maturato sul campo».

Non manca una riflessione sul campionato: «Bisogna prendere coscienza delle situazioni. Io lamento il fatto che in questa situazione, noi non sappiamo di che morte dobbiamo morire. Promozioni e retrocessioni le vedi in un secondo momento, ma ad oggi ci vuole una decisione definitiva». Una soluzione? «Potrebbero esserci promozioni e retrocessioni, in base a quella che è la classifica attuale, visto che si è giocato due terzi di campionato e poi garantire alle migliori squadre, come Savoia, Foggia, Monterosi che hanno speso soldi, il ripescaggio senza pagare il fondo perduto». —

Paolo Franzò

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