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Le preoccupazioni di Mansi «Danno enorme per tutti, ma prima c’è la salute»

Enrico Giovannelli
Le preoccupazioni di Mansi «Danno enorme per tutti, ma prima c’è la salute»

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GAVORRANO

«Se finiamo il campionato? Non lo so. Noi siamo pronti in ogni caso, ma più passano i giorni e più diventa improbabile finire la stagione».

A quasi due mesi dall’ultima partita giocata (lo scorso 1º marzo e sconfitta a Montevarchi per 1-0) il vice presidente del FolGav Lorenzo Mansi fa il punto della situazione, anche se i suoi primi pensieri non sono certo per il calcio.

«Il momento che stiamo attraversando è di quelli che mai ci saremmo aspettati di vivere – dice ancora Mansi – e le prime preoccupazioni sono per la salute di tutti e di poterci riappropriare delle nostre vite. Prima viene la salute e il rispetto per chi in questo momento sta affrontando in prima linea il coronavirus. Poi dobbiamo pensare al lavoro, alla situazione economica e allo sport. Il calcio anche a me manca moltissimo».

Le preoccupazioni di Mansi ovviamente spaziano a 360 gradi e per quanto riguarda il FolGav i ragionamenti sono anche per il settore giovanile.

«Purtroppo – dice Mansi – chi soffre tanto sono anche i nostri ragazzi, che sono stati costretti a fermarsi. Un danno enorme per tutto il settore giovanile che quest’anno stava facendo un lavoro enorme, e i risultati erano evidenti. Pensare a come far ripartire i giovani deve essere fra le nostre prime preoccupazioni: il futuro dipende da loro e non possiamo perdere in nessun caso il nostro patrimonio».

Lorenzo Mansi accenna anche a quello che stanno passando i giocatori della prima squadra: «Noi stiamo facendo la nostra parte e stiamo cercando di capire dove andiamo».

Il discorso vira sulle prospettive di un’eventuale ripresa: «Credo che anche i vertici federali – sottolinea Mansi – stiano aspettando le indicazioni che escogiterà il governo. È un gioco d’incastri dalla serie A fino ai dilettanti. Se devo rispondere a quello che prevedo, beh posso dire che non sono molto fiducioso sulla conclusione del campionato. Inoltre per come vedo lo sport la stagione dovrebbe chiudersi senza promozioni o retrocessioni, congelando i tornei. Tutti hanno diritto a poter giocarsi le proprie possibilità e non credo sia giusto premiare chi ora è in testa, così come negare a chi è in coda la possibilità di salvarsi. Nel nostro campionato per esempio si devono giocare ancora 8 gare (più di un quarto del torneo) e tutto è sempre possibile. L’importante sarebbe soprattutto ripartire – dice Mansi – e non è da escludere anche di pensare a giocare solo nell’anno solare, iniziando magari a gennaio».

Il vice presidente dei minerari pensa anche a tutte le squadre della provincia e a quello che potrebbe succedere: «Il calcio sta per affrontare giorni bui, pieni di incognite. Se pensiamo per esempio a tutte le sagre e feste che sono una risorsa decisiva per i bilanci, o ai piccoli sponsor che sorreggono le società, è difficile vedere un futuro sereno». —

Enrico Giovannelli

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