Toscana
Le preoccupazioni di Mansi «Danno enorme per tutti, ma prima c’è la salute»
GAVORRANO
«Se finiamo il campionato? Non lo so. Noi siamo pronti in ogni caso, ma più passano i giorni e più diventa improbabile finire la stagione».
A quasi due mesi dall’ultima partita giocata (lo scorso 1º marzo e sconfitta a Montevarchi per 1-0) il vice presidente del FolGav Lorenzo Mansi fa il punto della situazione, anche se i suoi primi pensieri non sono certo per il calcio.
«Il momento che stiamo attraversando è di quelli che mai ci saremmo aspettati di vivere – dice ancora Mansi – e le prime preoccupazioni sono per la salute di tutti e di poterci riappropriare delle nostre vite. Prima viene la salute e il rispetto per chi in questo momento sta affrontando in prima linea il coronavirus. Poi dobbiamo pensare al lavoro, alla situazione economica e allo sport. Il calcio anche a me manca moltissimo».
Le preoccupazioni di Mansi ovviamente spaziano a 360 gradi e per quanto riguarda il FolGav i ragionamenti sono anche per il settore giovanile.
«Purtroppo – dice Mansi – chi soffre tanto sono anche i nostri ragazzi, che sono stati costretti a fermarsi. Un danno enorme per tutto il settore giovanile che quest’anno stava facendo un lavoro enorme, e i risultati erano evidenti. Pensare a come far ripartire i giovani deve essere fra le nostre prime preoccupazioni: il futuro dipende da loro e non possiamo perdere in nessun caso il nostro patrimonio».
Lorenzo Mansi accenna anche a quello che stanno passando i giocatori della prima squadra: «Noi stiamo facendo la nostra parte e stiamo cercando di capire dove andiamo».
Il discorso vira sulle prospettive di un’eventuale ripresa: «Credo che anche i vertici federali – sottolinea Mansi – stiano aspettando le indicazioni che escogiterà il governo. È un gioco d’incastri dalla serie A fino ai dilettanti. Se devo rispondere a quello che prevedo, beh posso dire che non sono molto fiducioso sulla conclusione del campionato. Inoltre per come vedo lo sport la stagione dovrebbe chiudersi senza promozioni o retrocessioni, congelando i tornei. Tutti hanno diritto a poter giocarsi le proprie possibilità e non credo sia giusto premiare chi ora è in testa, così come negare a chi è in coda la possibilità di salvarsi. Nel nostro campionato per esempio si devono giocare ancora 8 gare (più di un quarto del torneo) e tutto è sempre possibile. L’importante sarebbe soprattutto ripartire – dice Mansi – e non è da escludere anche di pensare a giocare solo nell’anno solare, iniziando magari a gennaio».
Il vice presidente dei minerari pensa anche a tutte le squadre della provincia e a quello che potrebbe succedere: «Il calcio sta per affrontare giorni bui, pieni di incognite. Se pensiamo per esempio a tutte le sagre e feste che sono una risorsa decisiva per i bilanci, o ai piccoli sponsor che sorreggono le società, è difficile vedere un futuro sereno». —
Enrico Giovannelli
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