Gioco
«Valerio puntava dritto all’Olimpiade di Tokio Ma saprà aspettare»
orbetello
Nessuno poteva immaginare di dover affrontare una prova così ardua e lunga, dai primi di marzo l’Italia si è fermata, tutti costretti a casa per una pandemia che semina morti e terrore. Ferme ogni tipo di attività e così anche lo sport sia professionistico che dilettantistico.
Anche le più piccole realtà sportive da un giorno all’altro hanno interrotto di praticare, di esprimersi, di socializzare, di divertirsi, di vincere. Anche lo Sport Club Orbetello “Sezione judo” come le altre associazioni è stato costretto a rinunciare anche se solo temporaneamente ad allenarsi.
«È stato ed è un grande sforzo, una grande prova di carattere e di forza d’animo, piccole e grandi rinunce e delusioni - dice il maestro benemerito Remo Piro - Tutti i calendari di gare federali nazionali ed internazionali sono stati interrotti. Ogni programma, ogni preparazione, ogni ambizione è stata rimandata a data da decidere, l’unica certezza è il rinvio a luglio 2021 delle Olimpiadi previste a Tokio nel luglio 2020».
Verrebbe da pensare che per un piccolo club di provincia il rinvio di un anno di un appuntamento così prestigioso non possa toccare più di tanto ma Piro ricorda che Orbetello ha un atleta non vedente che aveva legittima aspirazione a partecipare alla prossima Olimpiade. Entro giugno Valerio Teodori con gli impegni internazionali di Inghilterra, Kazakistan, Azerbaijan, Uzbekistan, avrebbe potuto conquistare gli ultimi punti necessari per ottenere il diritto a coronare questo sogno. «Forse il più grande per uno sportivo - osserva Piro - Sarebbe stato un avvenimento unico nella storia sportiva della cittadina lagunare, una impresa eccezionale che porterebbe prestigio assoluto a tutta la comunità. Ma i ragazzi del judo sanno aspettare e si faranno trovare pronti appena riusciranno a tornare alla normalità». —
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