Italia
Moscati: «Sarebbe assurdo annullare tutto, ma qualsiasi decisione scontenterà qualcuno»
Il bomber è fermo dal 16 febbraio a causa di un infortunio. «Stipendi? Non sono preoccupato, la società è seria»
GROSSETO. Futuro del campionato di serie D sempre più in alto mare e sembra sempre più probabile che per questa stagione le squadre non torneranno più in campo. «Spero solo che il campionato non venga annullato – commenta Filippo Moscati, attaccante biancorosso e capocannoniere del torneo – perché sarebbe un’assurdità, dal momento che avevano già disputato 26 gare su 34. Certo, se non si torna in campo, qualunque decisione sarà presa finirà per scontentare qualcuno».
Risponde dalla sua casa nel centro di Grosseto, dove il giocatore è rimasto dallo scorso 9 marzo con la sua fidanzata. «Abbiamo sentito la società nei giorni scorsi, ma ovviamente non c’è alcuna novità al momento. Del resto, della serie D proprio non sembra preoccuparsi nessuno. Non si sa neanche se riparte la serie A, figuriamoci. Più che altro, la D è una dimensione completamente diversa. Noi forse non avremmo grandi difficoltà, col centro sportivo nuovo e più spogliatoi a disposizione. Ma tante piccole realtà non so proprio come farebbero. Ci sono squadre che hanno spogliatoi talmente stretti in cui quasi non si entra neanche tutti insieme. Poi come la mettiamo col contatto fisico? E se andiamo a Cannara e poi viene fuori che anche uno solo risulta positivo che si fa; si ferma di nuovo tutto? Io la vedo veramente dura che si possa ripartire, per quanto il campo e la partita mi manchino da morire. Prima però, viene sempre certamente la salute».
Se il 4 maggio prossimo anche voi poteste tornare ad allenarvi? «Sarebbe bello, ma tenete presente che forse non basterebbero due settimane per ritrovare una condizione decente. Molti di noi non hanno neanche uno spazio sufficiente per poter fare un minimo di allenamento e tornerebbero da due mesi di inattività quasi totale».
Il morale dopo tanta clausura? «Sinceramente la cosa più brutta è questa ansia di non sapere cosa accadrà».
C’è anche il problema che dopo il 30 di giugno, in tanti non sarebbero più legati alla società con cui hanno disputato questa stagione; un altro problema da risolvere? «È vero, ma non credo che la D possa sforare quella data. Non ci sono gli impianti per giocare la sera, in tanti non hanno neanche i riflettori e giocare a luglio alle 3 di pomeriggio, non lo vedo fattibile».
Questione stipendi, o rimborsi nel vostro caso, siete preoccupati? «Assolutamente no. Questa è una società seria e sappiamo che prima l’azienda deve star bene e anche loro in questo periodo saranno in sofferenza. Piuttosto, spero che dai piani alti o dal Governo, ci sia una raccolta fondi per aiutare i calciatori delle serie inferiori. La società comunque ci è sempre vicina».
Si sente con qualcuno dei suoi compagni? «Ho incontrato Ciolli un giorno, mentre entrambi andavamo a svuotare il secchio della spazzatura. Poi ci siamo trovati con la squadra una volta, in videochiamata su Skype, col nostro preparatore per fare una serie di esercizi».
Moscati poi, è fermo addirittura dal 16 febbraio scorso, quando si fece male nella gara col Monterosi. Ai tifosi che certamente non metteranno più piede allo Zecchini, almeno fino a settembre, vuol dire qualcosa? «Di tener duro e rispettare le regole, nella speranza di ritrovarsi presto di nuovo tutti insieme allo stadio». — Paolo Franzò .
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