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calcio promozione 

«Quando tutto riprenderà serviranno almeno 10 giorni di preparazione»

I mister di Sant’Andrea, San Donato e Monterotondo chiedono margini in vista della possibile data del 5 aprile

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Tutta l’Italia spera di superare questo terribile momento, tutta l’Italia ha voglia di tornare alla normalità. Il ritorno del calcio giocato potrebbe essere il segnale che siamo nella direzione giusta, teoricamente ciò dovrebbe avvenire dopo il 3 aprile, quindi domenica 5 aprile potrebbero riprendere i campionati.

Il condizionale però è molto più di una cautela e per tastare il polso della situazione abbiamo interpellato gli allenatori delle tre squadre grossetane che militano in Promozione, ovvero Alessandro Renaioli del Sant’Andrea, Francesco Ripaldi del San Donato e Mirko Tinucci del Monterotondo. Tutti e tre hanno confessato che in questo momento il calcio non è affatto in cima ai loro pensieri, i problemi per la tutela della salute, le precauzioni per evitare il contagio del coronavirus, la preoccupazione per le ripercussioni in ambito economico sono necessariamente prevalenti rispetto agli aspetti calcistici ma parlare di sport è anche un ottimo motivo per distrarsi almeno per qualche minuto dalle brutte tematiche del momento. Renaioli, Ripaldi e Tinucci concordano che il 5 aprile non si tornerà in campo ma ognuno di loro ha una idea ben distinta. Alessandro Renaioli rivolge un primo pensiero al segnale che arriva da questa emergenza: «Forse è il momento di recepire certi valori che abbiamo perso, mi riferisco ad aiutare il prossimo e ad essere maggiormente solidali, valori che riscopriamo soltanto nei momenti di difficoltà ma che invece devono accompagnare costantemente la nostra vita quotidiana». Per quanto riguarda il calcio Renaioli ritiene che domenica 5 aprile non si potrà assolutamente tornare a giocare: «Attualmente non si sta allenando nessuno e se la Federazione deciderà di ripartire con i campionati dovrà concedere almeno una decina di giorni per riprendere gli allenamenti». Renaioli lascia intendere che a suo avviso difficilmente potranno esserci i margini di tempo per terminare la stagione e prova a ipotizzare una possibile soluzione: «In una situazione così anomala la Federazione potrebbe decidere di far salire di categoria la prima in classifica e far retrocedere l’ultima, in ogni modo non sarà una decisione semplice».

In sintonia anche l’allenatore del San Donato Francesco Ripaldi: «Oggi la priorità è salvaguardare la salute dei cittadini e qualsiasi discorso di carattere sportivo è doverosamente in secondo piano. Quando sarà superata tale fase emergenziale e si dovesse decidere di far ripartire i campionati allora sarà necessario rispettare i giocatori garantendo la loro tutela con un congruo lasso di tempo per riprendere gli allenamenti altrimenti il rischio concreto è di farsi male seriamente». Ripaldi prova a essere il più razionale possibile: «Teoricamente la stagione potrebbe essere portata a termine ma giocando fino a giugno inoltrato con temperature elevate e con tutto ciò che ne consegue, credo comunque che azzardare qualsiasi ipotesi allo stato attuale sia assolutamente utopistico».

L’allenatore del Monterotondo Mirko Tinucci dice: «La decisione di fermare tutto è giusta e condivisibile, oggi siamo alle prese con problemi gravi e seri e il calcio passa in secondo piano». E non si sbilancia sulle prospettive: «Dobbiamo aspettare e vedere gli sviluppi, se poi ci saranno le tempistiche sicuramente la Federazione proverà a portare a compimento il calendario. Se ciò non dovesse essere possibile la Federazione avrà davvero una bella patata bollente dovendo decidere le modalità per archiviare la stagione». Sulla questione degli allenamenti Tinucci è perfettamente in sintonia con quanto esposto da Renaioli e Ripaldi: «Un tempo minimo per riprendere la preparazione è necessario, se anche nella migliore delle ipotesi il 3 aprile scadranno i vincoli attualmente in essere è impensabile tornare a giocare due giorni dopo». —

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