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Ceri: «Ora che tutto è chiuso sento le lacrime agli occhi»

Paolo Franzò ;
Ceri: «Ora che tutto è chiuso sento le lacrime agli occhi»

Il copresidente unionista ha diffuso un messaggio anche di speranza I tifosi hanno affisso uno striscione di sostegno a chi lavora in ospedale 

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Campionato fermo, allenamenti interrotti, giocatori a casa, ma il Grifone manca, come manca la normalità di un giovedì qualunque.

Quel che è certo è che i tifosi biancorossi possono stare tranquilli, qual che sia il prosieguo della stagione, perché un presidente (assieme allo zio, Mario) come Simone Ceri è garanzia di futuro. Lo si capisce leggendo le sue parole, in un messaggio dolcissimo e a cuore aperto, rivolto a tutti, scritto martedì scorso, una volta annunciata la sospensione totale dell’attività: «Ore 14,45: anche l’ultimo dei giocatori della prima squadra saluta il Centro sportivo. Si porta via anche la play, come fosse finita la stagione! Ci scherzo, “Guarda che non ti abbiamo cacciato...qui ci devi tornare!”. “Speriamo presto” mi risponde. Poi un sorriso e va via. Ma il peggio deve arrivare: chiudo il portone delle scale, esco dal cancello 4, lo chiudo... ora è chiuso. Siamo fermi; ho le lacrime agli occhi. Due minuti non sono passati da quando ho chiuso anche il cancello 4 e ora è tutto chiuso, tremendamente chiuso. E mi manca, tanto, troppo... mi mancano le cavolate con Galligani quando lo incrocio, mi mancano le facce stanche e serene dei mister a fine allenamento, mi mancano i saluti con i genitori, mi manca la voce della radio dei tifosi che invade tutto, mi manca il cuore di tutti i nostri ragazzi, il loro orgoglio nel vestire questi colori in quel posto, mi manca la gioia di tutti i nostri bambini! Perché alla fine il calcio è vita; i bambini nella nostra casa, nel Centro sportivo sono il mio migliore anti stress! Tutti voi che animate quel posto siete la vita del Grifone! E anche un po’ la mia! Ora però più di prima serve cercare la vittoria più importante. Dobbiamo sacrificarci tutti per tornare al più presto a vivere il nostro villaggio, che manca a me ma so che manca anche a voi. Cerchiamo questa vittoria come si cerca il gol vittoria in mischia al 90esimo! Stiamo il più possibile a casa, cerchiamo di seguire al meglio le regole: se vogliamo tornare a giocare, mentre la curva canta “Noi vogliamo questa vittoria! ”. Vi abbraccio tutti. Il Grifone vi abbraccia tutti» .

Curva Nord che risponde, che ha già risposto, segnando una rete bellissima, con lo striscione affisso nella giornata di ieri all’entrata dell’ospedale Misericordia, in cui si inneggia a chi ci lavora, come accade la domenica quando il tifo è rivolto ai giocatori. Medici e infermieri, autentici eroi in questa partita che anche Simone Ceri definisce, infame battaglia.

Da casa Grosseto, arriva anche il videomessaggio del capitano, Andrea Ciolli: «Stiamo affrontando un momento difficile – dice il capitano – ognuno di noi può fare la sua parte. Ma la cosa più importante è rimanere a casa il più possibile». —



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