Sicurezza
«Meglio lo stop delle gare a porte chiuse»
Unanime il pensiero dei tifosi del Grifone orfani della domenica allo stadio dopo la cavalcata inarrestabile della squadra
Dai pullman per Sangiovanni al silenzio assordante di una domenica senza calcio. Dalla festa della squadra sotto la curva per la vittoria sullo Scandicci e il primato in campionato consolidato, a una domenica di pausa e di riflessione, inevitabile.
C’è dispiacere ma anche consapevolezza, nella reazione dei tifosi biancorossi che stanno vivendo un sogno sportivo, minacciato adesso da questo maledetto virus che non risparmia nessuno. «È ovvio che in questo momento tutti dobbiamo attenerci alle misure che lo stato ha adottato per la nostra sicurezza – dice Alessandra Peppetti del gruppo Le Ragazze del Grifone – quindi prima di tutto sono molto dispiaciuta per questa situazione e mi auguro che in qualche modo si risolva al più presto. Sono dispiaciuta per lo stop del campionato perché per chi vive di Grifone pensare di dover stare un mese senza, prende davvero male. Purtroppo in questo momento c’è altro a cui pensare, quindi meglio lo stop al campionato che le partite giocate a porte chiuse».
È questo il denominatore comune, il rischio delle prossime gare senza pubblico. Gianni Belli dei Cani Sciolti: «È chiaro che non siamo contenti, però meglio il rinvio delle porte chiuse. È una scelta impopolare, però giusta in questo momento particolare. Speriamo che presto le cose possano tornare alla normalità, certo è che per il Grosseto che i tifosi li ha sempre anche in trasferta, dover eventualmente giocare senza pubblico sarebbe un bel guaio. Immaginare la gara col Gavorrano senza tifosi per esempio, non è bello». Paolo Marini, speaker dello stadio Zecchini, aggiunge: «Fondamentalmente è giusto così. Perché giocare a porte chiuse sarebbe triste. Una partita senza pubblico non ha senso di esistere. C’è di buono che così il Grosseto potrà recuperare Moscati, però peccato si debba fermare proprio adesso che andava così bene. Lo stop potrebbe danneggiare la sua corsa, anche se questa squadra ha un gran cuore e sono certo che niente potrà fermarlo quando si ripartirà». Sul rinvio della giornata, interviene anche l’avvocato Antonio Fiorini, da sempre grande tifoso biancorosso: «Misura opportuna, se non necessaria che però sfavorisce il Grifone che stava viaggiando a mille sulle ali dell’entusiasmo e dà modo agli anzianotti del Monterosi di rifiatare». Contro le porte chiuse anche Riccardo Ciani dei Maremmani 1912: «È giusto tutelare la salute delle persone, ma allo stesso tempo dobbiamo evitare in ogni modo possibile le partite a porte chiuse che sono la tomba del calcio e priverebbero di un valore aggiunto il Grifone. Meglio aspettare fino a fine emergenza bloccando i campionati, piuttosto che vedere squallide immagini senza tifosi». Chiude Enrico da Istia, così come è conosciuto un altro dei tifosi storici della curva biancorossa: «Secondo me è giusto fermare il campionato per tutelare la salute. L’augurio vero è che l’emergenza finisca il prima possibile. Se si toglie lo spettacolo dato dalle tifoserie il calcio si riduce a 22 giovanotti in pantaloncini che rincorrono un pallone. Riguardo al Grosseto, spero che si giochi con il pubblico, perché siamo l’unica squadra che ha un seguito importante e che può fare la differenza». —
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