Gioco
Pensiero e azione, la vittoria del Grifone è figlia di una gara quasi perfetta
GROSSETO. È figlia di una gara quasi perfetta, la vittoria con lo Scandicci maturata solo nel secondo tempo.
Figlia di una consapevolezza ormai acquisita da parte della squadra biancorossa, ma anche di una condizione fisica invidiabile se solo pensiamo all’azione del secondo gol, quello di Boccardi che arriva dopo 96’ giocati su un terreno inzuppato dalla pioggia. Un Grifone paziente che evita se non in una occasione nel primo tempo (ma qualcosa fatalmente si deve pur rischiare), le pericolose ripartenze ospiti. Bravo nel giro palla, nella ricerca della profondità, ma anche nelle imbucate e in fondo la prima rete, quella di Galligani, giunge così tardi solo per mera sfortuna, per legni colpiti e salvataggi miracolosi (e forse anche per un paio di tocchi di mano non visti).
Il Grosseto gioca bene, così come era stato a Sangiovanni la settimana prima. Un vero piacere anche per gli occhi e complessivamente una rarità in quarta serie. Tutti sanno quello che devono fare sul campo e nessuno si lascia andare a compiti che non gli spettano, compresi quelli che entrano dalla panchina. Boccardi e Galligani poi, ogni volta che si trovano il pallone tra i piedi, provano a inventare qualcosa e salgono entrambi a quota 8 gol segnati, riuscendo stavolta a non far rimpiangere troppo l’assenza di Moscati e contribuendo a far sì che l’attacco biancorosso sia adesso (proprio a pari merito con quello dello Scandicci), il migliore del campionato, con ben 45 reti segnate.
Numeri che certificano un primato strameritato, di fronte al quale stride solo il calo delle presenze allo stadio, rispetto al match col Monterosi. Da oggi, prua puntata dritta su Cannara, sperando di ritrovare proprio Moscati, per un’altra partita che non sarà per niente facile. —
Paolo Franzò
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