Sicurezza
«Penalty fallito che peccato, in questa stagione è il quinto»
cannara. Ancora un risultato positivo per il Follonica Gavorrano di mister Indiani: dopo le tre vittorie consecutive contro Bastia, Sangiovannese e Scandicci, un buon pareggio a Cannara. Di nuovo in terra umbra, a distanza di circa due mesi dalla sfida di Trestina terminata in parità, anche stavolta il risultato finale vede i biancorossoblù portare a casa un punto: «Il pareggio è giusto - commenta il presidente della società Paolo Balloni al termine dei 90 minuti di gioco - ma ovviamente c’è molto amaro in bocca per aver fallito il quinto tiro dagli undici metri dell’anno». I minerari hanno risentito anche di altri fattori penalizzanti, secondo Balloni: «La sfida con il Cannara è stata purtroppo condizionata da un campo impraticabile che ha finito per penalizzare una squadra tecnica come la nostra, mentre gli umbri ne hanno risentito meno perché sono compagine più fisica». Oltre che per il rigore sbagliato («Brega lo ha tirato a mezza altezza, ma non troppo forte»), il numero uno del Follonica Gavorrano recrimina anche per il modo col quale la squadra ha subito il gol del pareggio: «Falomi, partito sul filo del fuorigioco, è stato lasciato tutto solo in mezzo all’area».
«Abbiamo provato a tornare di nuovo in vantaggio – prosegue Balloni – ma ribadisco che le pessime condizioni del campo di gioco non ci hanno permesso di poter mostrare in pieno la nostra buona condizione».
Effettivamente la squadra di mister Indiani viene da un ottimo periodo di forma: tra una settimana ci sarà una nuova trasferta a misurare la condizione di Gemignani e compagni. Domenica prossima la destinazione dei minerari sarà in terra laziale, precisamente a Civita Castellana, ospiti del Calcio Flaminia, con l’obiettivo di consolidare la posizione in classifica e proseguire nella striscia positiva: «La squadra ha confermato anche oggi di essere in salute - conclude Balloni - e con i risultati di questa giornata potevamo anche salire in sesta posizione, ma purtroppo continuiamo a pagare la nostra maledizione sui calci di rigore». —
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