Gioco
Analisi di una sconfitta Magrini a colloquio con i biancorossi alla ripresa delle sedute
GROSSETO. Lungi dalla penna di chicchessia il voler andar giù pesante sulla prestazione dei biancorossi in quel di Foligno. Una giornata storta può capitare a chiunque, ma neppure può valere l’alibi dell’obiettivo finale, perché se è vero che la squadra era partita per raggiungere una salvezza tranquilla, è altrettanto vero che strada facendo si è trovata in piena corsa per il primato. Un po’quello che sta accadendo alla Lazio nella massima serie, dove nessuno a inizio stagione chiedeva alla squadra di Inzaghi di vincere il campionato.
Un preambolo per dire che comunque il blackout di Foligno va analizzato, al di là di quelli che sono gli obiettivi della squadra. Di sicuro, la partita più brutta giocata dal Grifone in questo campionato e certamente il primo a analizzare quanto accaduto al Blasone e a volerne capire il perché, sarà questo pomeriggio mister Lamberto Magrini alla ripresa degli allenamenti della squadra.
L’impressione è quella che il Grosseto si sia fermato già dopo i primi 45’ di gioco col Trestina della settimana prima. Come se improvvisamente avesse dimenticato quanto di buono sa fare sul terreno di gioco, o come se tutto d’un tratto il pallone avesse cominciato a scottare. Di certo, sono mancate quella pressione e quella aggressione che la squadra ha sempre fatto vedere in fase di non possesso. A Foligno la fase difensiva è stata sempre passiva e con la squadra ben più bassa del solito. Per non dire delle uscite, quasi sempre sbagliate, con errori tecnici e nel primo controllo in quantità industriale, tanto da non vedere praticamente mai una azione degna di nota.
La speranza è che questo sia dipeso dai carichi di lavoro di una preparazione volta a rendere la squadra più brillante nella volata finale del campionato. —
Paolo Franzò
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