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Caso Sammuri, partita persa al Monterotondo

Il calciatore, squalificato in precedenza, non poteva essere schierato nella prosecuzione contro il Certaldo

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GROSSETO. Accolto il reclamo del Certaldo, il Monterotondo non poteva schierare il giocatore Alessio Sammuri nella prosecuzione della gara (il 27 novembre) perché squalificato. Lo ha deciso il giudice sportivo, che ha riconosciuto fondate le ragioni della società fiorentina: dunque, 3-0 a tavolino al Monterotondo con 350 euro di ammenda, un’ulteriore giornata di squalifica a Sammuri, inibizione fino all’8 gennaio per il dirigente accompagnatore Mirko Tinucci.

Secondo il giudice sportivo, che ha adesso sciolto la riserva, il Certaldo «ha fatto buongoverno della normativa regolamentare». Il 17 novembre era stata disputata (senza Sammuri, squalificato come da comunicato ufficiale del 14 novembre) la prima parte della partita, sospesa al 45’ per allerta meteo. Alla prosecuzione, il 27 novembre, «il calciatore Alessio Sammuri ancora non aveva scontato la squalifica comminatagli il 14 novembre. È altrettanto indubbio che il calciatore ha illegittimamente preso parte alla gara medesima, non potendo questa considerarsi “gara’’ autonoma e diversa rispetto alla precedente “gara’’ iniziata e sospesa il 17. È agevole osservare, così come peraltro espressamente rilevabile, che la gara Calcio Certaldo-Monterotondo valevole per la 11ª giornata del girone di andata del campionato di Promozione, si è svolta in 2 frazioni, tra di loro autonome solo sul piano squisitamente temporale, ma con un unico rilievo sul piano degli effetti sportivi». Non era stato schierato il 17, non doveva nemmeno esserlo il 27, perché secondo le disposizioni ufficiali, in merito alle prosecuzioni di gare, «i calciatori che erano squalificati per la prima partita non possono essere schierati nella prosecuzione». E cioè «la gara in prosecuzione viene disputata applicando alle due squadre la condizione giuridico-sportiva in essere alla data della gara sospesa».

Nel frattempo, nella gara in programma il 24 novembre contro l’Urbino Taccola, Sammuri non era stato schierato: e ciò era stato considerato come valido ai fini dell’aver scontato la squalifica. Non solo: per maggiore prudenza gli era stata fatta saltare anche quella successiva con il Sant’Andrea, anche se i rossoverdi ne avevano un grande bisogno perché vi era un numero consistenti di giocatori infortunati. Al Monterotondo adesso resta la possibilità di appello.

Ancora in Promozione, inibizione fino al 20 gennaio al dirigente del Sant’Andrea Ivan Domenichelli (rivolgeva all’arbitro una frase offensiva a fine gara), squalifica fino al 12 gennaio per l’allenatore del San Donato Francesco Ripaldi. —



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