Il Tirreno

Grosseto

serie d 

Grosseto splendido secondo ha solamente bisogno di qualche ricambio in più

Paolo Franzò

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. Come resistere alla tentazione di provare a vincere un campionato che oggettivamente è alla tua portata? È questa la domanda che tutti si fanno in casa Grosseto, a 3 giornate dalla fine del girone di andata, con la squadra splendida seconda in classifica a soli 3 punti dalla vetta.

Campionato che in testa vede ancora il Monterosi che solo per i suoi due attaccanti ha speso quanto alla società unionista costa l’intera squadra. Eppure, i 3 punti di differenza non sono altro che quelli persi nello scontro diretto in terra laziale, in un impianto sportivo che si fatica a capire come possa ospitare gare di serie D, figuriamoci quelle di Lega Pro... Ma i campionati, si sa, non si vincono col blasone o con gli impianti sportivi. Spesso, non si vincono neanche spendendo di più, soprattutto un torneo in cui se arrivi primo, puoi festeggiare e se arrivi secondo o quinto, o decimo, è praticamente la stessa identica cosa.

Ecco perché il Grifone non si svenerà economicamente sul mercato invernale che è appena iniziato. Anche perché non avrebbe senso andare a toccare oggi un gruppo splendido, come quello allenato da Lamberto Magrini, per andare a mettere dentro magari giocatori sì d’esperienza, ma senza comunque alcuna certezza di agguantare poi l’unico posto utile, appunto il primo.

La squadra, così com’è oggi, non ha nulla per dover mollare troppe posizioni nel girone di ritorno. Contro il Grassina per esempio, terza partita in una settimana, ha saputo sopperire alla grande ad assenze importanti, come quelle di Ciolli e Viligiardi. Insomma, parliamo di due “titolarissimi” di Magrini, eppure alzi la mano chi si è accorto della loro assenza? Certo, giocatori come Caciagli, passato ieri dal Ponsacco al San Donato, farebbero un gran comodo, almeno sulla carta. Tanto più dopo l’addio al biancorosso di Leonardo Da Pozzo. Ma questa squadra ha giocato alla pari con tutte e l’impressione è che possa avere ancora qualche margine di crescita. Ben vengano allora giovani come Raimo e Apolloni (se saranno loro i prescelti), profili invece perfetti da inserire in una macchina che ha solo bisogno di qualche ricambio in più per rimanere nella parte alta della classifica. —

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