Il dolore
Di Chiara e il dischetto, percorso netto in 5 tappe
Tra coppa e campionato, in questa stagione Diego non ha sbagliato nulla. «Il calcio di rigore è passione»
grosseto. «Il calcio di rigore è passione»: la frase è stata pronunciata dal centrocampista del Manciano Diego Di Chiara durante la trasmissione I Dilettanti del Martedì in onda su Tv9.
Una frase ad effetto, per certi versi romantica che ha un suo perché, ha una sua precisa interpretazione. Di Chiara la pronunciò mentre raccontava la trasformazione del rigore allo stadio Beppe Poli di Scarlino, un rigore concesso all’ultimo secondo di gioco e infatti l’arbitro informò Diego che in base al regolamento avrebbe fischiato la fine della partita immediatamente dopo l’esecuzione del tiro. Pertanto nel caso in cui il portiere avesse respinto il tiro non ci sarebbe stata l’opportunità di una eventuale ribattuta in rete, la partita si sarebbe conclusa in quel preciso istante. Fu una ulteriore assunzione di responsabilità e di difficoltà per Di Chiara che non poteva assolutamente sbagliare visto che non ci sarebbero state altre chance di alcun tipo, il centrocampista del Manciano trasformò in rete il tiro dal dischetto regalando tre preziosi punti alla squadra di Alessandro Pallassini che espugnò lo stadio di Scarlino.
In questi casi chi calcia il rigore sa benissimo quale sarà il proprio destino, in caso di trasformazione saranno pochi a ricordarsi il nome del marcatore, invece se il rigore non viene trasformato in gol il nome del rigorista rimarrà a lungo nella memoria degli appassionati. Esempi eclatanti non mancano, basti pensare che il rigore più famoso della carriera di Baggio è quello sbagliato nella finale dei Mondiali Usa 1994 a Pasadena contro il Brasile, mentre le decine di penalty realizzati dal divin codino sono catalogati nell’anonimato. Diego Di Chiara è un rigorista che vanta una media di realizzazione molto elevata e conosce benissimo tali dinamiche e il conseguente destino dei rigoristi. In questa stagione Di Chiara è infallibile, in cinque occasioni si è presentato sul dischetto e tutte le volte ha fatto centro, una volta in Coppa Toscana contro l’Albinia, nella partita che ha qualificato il Manciano agli ottavi di finale, e quattro volte in campionato, l’ultima domenica scorsa a Ponte d’Arbia siglando il gol del pareggio per i biancorossi mancianesi.
In carriera lo score di Diego Di Chiara è di 23 rigori tirati di cui 19 realizzati e 4 sbagliati. Quello più amaro è stato il rigore non trasformato nella semifinale playoff di seconda categoria tra l’Orbetello e il Torrenieri, dopo quella mancata trasformazione arrivò il gol beffa dei senesi al 118° minuto che eliminò l’Orbetello. La gioia più grande dal dischetto l’ha provata con la maglia del Cerveteri quando al novantesimo minuto realizzò il rigore contro la Cpc, Compagnia Portuale Civitavecchia. Era il campionato di Promozione laziale, era lo scontro al vertice tra la prima e la seconda della classifica e il rigore di Di Chiara consegnò la vittoria al Cerveteri per 4 a 3 che poi avrebbe vinto il campionato.
Sul modo di calciare un rigore Diego Di Chiara preferisce non svelare segreti e si limita a dire: «Dipende dal momento, dipende da come ti senti, posso dire che spesso cambio modo di esecuzione, altrimenti che passione sarebbe? La passione nasce sempre dall’imprevedibilità e dall’occasionalità». —
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