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Si rimette le scarpette ai piedi dopo 10 anni per aiutare a far rinascere il calcio in paese

Si rimette le scarpette ai piedi dopo 10 anni per aiutare a far rinascere il calcio in paese

Andrea Teti, ex assessore, ha accolto l’invito del capitano del Semproniano. La squadra milita in Terza categoria

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semproniano. Il calcio dilettanti ha conservato quel fascino e quel romanticismo che il mondo del professionismo ha ormai smarrito.

Una bella storia in tal senso arriva da Semproniano, piccolo paese di circa mille anime incastonate tra le colline del Fiora e l’Amiata dove quest’anno il calcio è rinato ed è fonte di socializzazione. È stata rifondata l’unione sportiva e sotto la spinta dell’allenatore Paolo Scovaventi, mister locale di lungo corso e profondo conoscitore del calcio maremmano e amiatino. La squadra partecipa al campionato di Terza categoria.

Fra tante storie personali che si intrecciano all’interno di una squadra vogliamo raccontare quella di Andrea Teti che a 32 anni, dopo una decina di anni di stop dall’attività agonistica ha di nuovo calzato gli scarpini per sposare il progetto e soprattutto lo spirito con cui il Semproniano interpreta il ritorno calcistico nel campionato di terza categoria. Teti è stato una promessa del calcio, è stato per cinque anni assessore al comune di Manciano nella Giunta del sindaco Marco Galli e adesso sta vivendo questa nuova esperienza che è lui stesso a raccontare: «Sono stato contattato questa estate dal capitano della squadra Marco Margiacchi che è un mio amico da sempre, mi ha proposto di partecipare al nuovo progetto calcistico che stava nascendo a Semproniano». Andrea Teti non ha accettato di slancio ma ha dovuto riflettere: «Ero titubante perché ormai da diversi anni avevo smesso di giocare a calcio e quindi di allenarmi. Ero altresì attratto perché conosco l’ambiente familiare che stava nascendo ed ho fatto una scommessa con me stesso». Andrea racconta il suo ragionamento: «Sapevo benissimo che i primi mesi sarebbero stati molto difficili ma mi sono detto che se non avessi mollato ce l’avrei potuta fare: e così è stato. Durante la preparazione mi sono anche infortunato e avevo dolori ai muscoli che sembravano non passare più, ho stretto i denti, non ho mollato e oggi a distanza di qualche mese sto decisamente meglio, il fisico sembra in grado di sopportare allenamenti e partite e mi sto divertendo. Per me lo sport è un modo per staccare dalla quotidianità, per ritagliarsi uno spazio che ci possa separare dai tanti problemi che affrontiamo tutti i giorni sia a casa che a lavoro e questo spazio dona benessere fisico e mentale». In base a queste considerazioni Andrea Teti lancia un appello, un’esortazione: «Tutti dovrebbero avvicinarsi allo sport a qualsiasi età».

Quindi le sue considerazioni si spostano sull’aspetto agonistico del progetto Semproniano: «Quella che sta tentando la società è una vera e propria impresa. Nessun giocatore riceve un compenso, tutti cerchiamo di fare il meglio possibile con le risorse economiche e umane che abbiamo. I dirigenti fanno il possibile sotto ogni aspetto, compreso quello di mantenere il terreno di gioco in maniera impeccabile. Il mister Paolo Scovaventi è una persona fantastica, ci sta mettendo tutto l’impegno e la pazienza possibili, sta cercando di trasmettere soprattutto ai più giovani valori importanti come lo spirito di sacrificio, il rispetto per i compagni e per gli avversari. Queste realtà all’interno delle piccole comunità rappresentano una ricchezza inestimabile, la comunità di Semproniano ci segue e ci sostiene riempiendo la tribuna in occasione di ogni partita casalinga».

Sulle prospettive future Andrea Teti si esprime così: «È il primo anno che giochiamo insieme, dobbiamo migliorare ancora molto e trovare i meccanismi giusti. Ci sono ampi margini di miglioramento, per il momento non abbiamo fatto grandi risultati ma se non ci demoralizziamo sono sicuro che arriveranno anche i risultati positivi. Tra le nostre fila abbiamo giovani interessanti a cui auguro tutto il bene e la fortuna possibile. Da parte mia non posso che ringraziare tutto l’ambiente per avermi dato l’opportunità di tornare a coltivare la mia passione calcistica. L’aspetto umano è quello più importante, i ragazzi hanno bisogno di una iniezione di positività e certe volte in mezzo a questi giovani ho la sensazione di tornare diciottenne ed è una sensazione fantastica». —

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