Il dolore
Consani corsaro contesta l’arbitro
TIEBREAK
Ha un diavolo per capello il tecnico della Pallavolo Grosseto 1978 Luca Consani Stefano Spina, che nel terzo turno riesce a portare a casa, per un soffio, il match giocato a Massa per 3-2 (21/25, 17/25, 25/11, 25/14 e 16/18). Spina è arrabbiato in parte con la sua squadra, che dopo essere andata in vantaggio per due set a zero e avere la partita in pugno si è fatta raggiungere al tiebreak vincendolo all’ultimo tuffo. Ma è molto critico nei confronti del direttore di gara, colpevole a suo dire di alcune decisioni incomprensibili, che avrebbero finito per sfavorire la formazione biancorossa e rimettere in corsa le padrone di casa.
«Un arbitraggio vergognoso. Una tragedia. Non ci facciamo tutti questi chilometri per avere un trattamento del genere – esordisce contrariato il tecnico delle grossetane - Siamo andati in vantaggio sul 2-0 giocando bene. Loro sono una buona squadra in difesa, mentre noi siamo stati bravi a sfruttare a dovere la battuta facendo tanti punti. Ne siamo usciti bene nei primi due parziali. Poi abbiamo fatto l’errore di giocare come fa il gatto con il topo. Un errore imperdonabile, che non tollero da parte della mia squadra pur avendole avvertite in tempo. Primo perché non siamo all’altezza. Quando la gara si complica, non siamo in gradi di risolverla. Se l’avversario è sotto, devi andare fino in fondo senza esitazioni. È basilare capire, come sia decisivo l’inizio della gara. Se prendi il sopravento, devi chiuderla quando vedi l’avversario in difficoltà. Le squadre che non fanno così non sono vincenti. Se nel terzo set le aggredisci subito fai bottino pieno. Ci mancava l’Azzara e questo ci ha penalizzato. Il problema è stato l’arbitro che quando ha potuto ci ha massacrato. Il massimo lo ha raggiunto nel quinto set dove ci ha fischiato contro di tutto. Alla fine abbiamo preso diversi cartellini rossi di squadra, che hanno finito per innervosirci ancora di più. Ci sta che un arbitro sbagli, da una e dall’altra parte, ma non contro una solo squadra, ovvero la mia. La frustrazione di non poter giocare ha portato le ragazze ad avere una bella reazione di orgoglio e con la rabbia hanno finito per vincere il match. La federazione deve prendere provvedimenti. È stato allucinante». — M.G.
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