Il Tirreno

Grosseto

il personaggio 

«Il basket è la mia vita» E torna in campo a 55 anni

Paolo Franzò
«Il basket è la mia vita» E torna in campo a 55 anni

Francesca Picchi, livornese, nipote e figlia d’arte, è l’ultimo arrivo in casa Gea Domenica scorsa il debutto: «Avevo paura della figuretta, poi mi sono sciolta» 

3 MINUTI DI LETTURA







È una ragazzina livornese di 55 anni l’ultimo arrivo in casa Gea Basket Grosseto. Il suo nome è Francesca Picchi, il suo entusiasmo è travolgente.

«Il basket è la mia vita», risponde con entusiasmo a chi le chiede dove trovi ancora la voglia e le motivazioni per andare in campo con giocatrici più giovani anche di 30 anni. «Per me il basket è fatto di cuore e passione – prosegue Francesca – e qui a Grosseto ho riassaporato le stesse sensazioni di quando avevo 20 anni. La Gea e i suoi dirigenti, che non potrò mai smettere di ringraziare, mi hanno fatto un regalo incredibile. Una società che assomiglia tanto alla mia vecchia società livornese. Un ambiente familiare, un basket vecchia maniera».

Classe 1964, Francesca è la nipote di Armando Picchi, ma anche babbo Leo è stato un atleta importante; primo in Italia ad aver giocato in serie A sia a calcio (col Torino) che nel basket. Lo sport insomma è sempre stato di casa nella famiglia Picchi e Francesca a 7 anni ebbe il primo incontro con quella palla a spicchi che proprio non vuol saperne di posare in terra, neanche dopo 4 interventi alle ginocchia. «Ho la fortuna di avere un campino sotto casa e appena ho 5 minuti di tempo vado a fare due tiri».

Come nasce il suo approdo alla Gea?

«C’era già una mia cara amica che giocava qua, la Amendolea, ed è stata proprio lei a fare da tramite, sapendo della mia passione. Per altro, a Grosseto sono legata da tempo, essendo amica di Luca Banchi e della sua famiglia da tanti, tanti anni. A Livorno purtroppo non c’era più modo di allenarsi come voglio io e così la Gea mi ha contattata. Devo dire che quando mi hanno detto di venire, mi sono sentita un po’ in difficoltà, perché comunque non è che possa cancellare la mia età anagrafica. Però, ci ho pensato su un momento e poi ho detto a me stessa: buttiamoci».

Basket ma non solo, vero?

«Amo il mare, le passeggiate al mare d’inverno, le costruzioni Lego e il mio cane. Sono tutte passioni, insieme al basket che mi porto dietro da una vita. In fondo, sono rimasta la ragazzina di un tempo, con passioni semplici».

A Livorno nella sua lunga carriera si è tolta comunque delle belle soddisfazioni, con un solo rimpianto, quale?

«Ho sempre detto che se avessi avuto qualche centimetro in più, chissà... Mia sorella è più alta di 15 centimetri rispetto al mio 1. 63 che però ho sempre compensato con la passione e una discreta qualità tecnica».

Maglia numero 6 della Gea e poi il debutto; 10’ in campo e 2 punti: sensazioni?

«Ci sono sempre emozioni, anche alla mia età, non posso negarlo. La paura della figuretta è sempre dietro l’angolo, ma dopo pochi minuti in campo mi sono sciolta e grazie anche alle mie nuove compagne di squadra, tutto è andato per il meglio».

Ecco, le sue nuove compagne, tutte così giovani, come l’hanno accolta?

«Benissimo. Sono delle bimbe eccezionali. Anzi, sono io che ho da imparare da loro a livello mentale, anche perché il basket nel tempo è cambiato tanto».

L’obiettivo di Francesca Picchi?

«Giocare il più possibile. Mio babbo mi diceva sempre che non smetterò mai di farlo. Intanto questo è il regalo più bello. Giocare a basket per me è la cosa più naturale che ci sia. Le emozioni che mi regala ogni volta, non si possono descrivere». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa