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«Questa difesa è forte ma io non mi annoio»

Paolo Franzò
«Questa difesa è forte ma io non mi annoio»

Davide Barosi, classe 2000, è il portiere dei biancorossi «Stare in vetta ci piace ma dobbiamo stare attenti»

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. Viene dalla scuola della Juventus il guardiano dei pali biancorossi di questa stagione. Davide Barosi, classe 2000, è un figlio della Pianura Padana, come ricorda quando gli si chiede come si trovi a Grosseto: «Mi trovo benissimo a Grosseto – dice il numero uno di Magrini – venendo dalla Pianura Padana dove spesso c’è solo nebbia. Poi qua ho il mare vicino e adoro anche solo andarci a fare una passeggiata per esempio il lunedì, quando abbiamo il giorno di riposo. Vivere qui è un sogno, ma tutta la Maremma è bellissima».

Cosa si è portato dietro degli anni nelle giovanili bianconere?

«Premetto che si lavora tanto e bene anche qui. Comunque giocare nella Juventus ti segna. Sono stati anni importanti di crescita, in un posto dove cercano subito di inculcarti un certo tipo di mentalità e di predisposizione a vincere. Senza contare il bagaglio tecnico del lavoro che ti porti dietro. Senza dubbio, è stata una esperienza positiva».

Quindi con Raffaele Ferioli, il preparatore dei portieri biancorosso, come si trova?

«Molto bene. Lavoriamo tanto sempre per migliorare, come nei professionisti. Analizziamo sempre quanto fatto in ogni partita, proprio per cercare di correggere gli errori. Sono contento».

Grosseto per un ragazzo del 2000 non può certamente essere un punto di arrivo. Per il futuro cosa sogna?

«Personalmente penso anno per anno. Oggi sono qua e faccio di tutto ogni giorno per fare il meglio per il Grosseto e per vincere qui. Dopo di che è chiaro che il calciatore vorrei farlo di mestiere un giorno, per cui penso ai professionisti e ad arrivare più in alto possibile. Ma solo col lavoro quotidiano si può pensare questo e di strada ce n’è ancora tanta da fare. Oggi penso solo al Grosseto».

Ecco, il suo arrivo al Grosseto: ce lo racconta?

«È stata una scelta ben precisa e ponderata, della quale ero consapevole. Sapevo dove venivo e i fatti hanno confermato la serietà della società biancorossa, per cui sono assolutamente contento della scelta fatta».

Per altro, un inizio di stagione ben diverso rispetto a un anno fa a Trento?

«Assolutamente sì. Proprio all’opposto. Speriamo adesso di continuare così».

Pare di capire che quel primo posto in classifica le piace e vi piace?

«Sarebbe strano il contrario no? Ci piace eccome. Comunque dobbiamo stare attenti, perché come abbiamo visto anche domenica scorsa, sono tutte gare equilibrate che possono risolversi con un gol. Non ci sono partite dall’esito scontato».

Domani a Monterosi altro esame di maturità per voi?

«Sarà un altra partita difficile e lo sappiamo. Ma l’obiettivo rimane sempre lo stesso, cioè cercare di portare a casa il massimo».

Ma con quella difesa che si ritrova davanti, non corre il rischio di annoiarsi ogni domenica?

«Annoiarmi proprio no. Anzi, non è facile mantenere la concentrazione per tutti i 90’, quando ti tirano in porta poche volte. Certo, ho la fortuna di giocare con dei difensori molto bravi, ma poi magari ti arriva un tiro nello specchio all’ultimo minuto e bisogna essere bravi a restare attenti e a non farsi sorprendere. Poi però, se i miei compagni di squadra sono sempre così bravi, non è che mi dispiaccia. L’importante, ripeto, è farsi trovare pronti» . —

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