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Giada Bagni e Ricca Setti in maglia azzurra coronano il sogno agli europei a Gerusalemme

Massimo Galletti
Giada Bagni e Ricca Setti in maglia azzurra coronano il sogno agli europei a Gerusalemme

Medaglia d’argento per i ragazzi d’Italia e un settimo posto per le ragazze della nazionale: «Esperienza straordinaria»

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È stata un’esperienza straordinaria quella che hanno vissuto i due grossetani Giada Bardi e Riccardo Setti convocati nella nazionale italiana di flag football ai recenti campionati europei che si sono giocati a Gerusalemme in Israele.

I due maremmani hanno dimostrato di meritare la maglia azzurra e di avere le qualità tecniche per giocare alla pari contro le formazione europee, conquistando una medaglia d’argento con i ragazzi e un meritatissimo settimo posto con le ragazze. «Vivere dieci giorni come uno sportivo professionista in una città meravigliosa come Gerusalemme è stata un’esperienza unica», dice Riccardo Setti che mostra soddisfatto la sua medaglia d’argento. «Ho conosciuto ragazzi e ragazze provenienti da tutta Europa uniti da questo sport bellissimo che è il flag football. Dispiace solo di avere perso la medaglia d’oro in finale contro la Danimarca, una formazione non certo più forte di noi ma soltanto più abituata a giocare insieme, basti pensare che mentre la nazionale italiana si raduna una o due volte l’anno, la nazionale danese si raduna sei volte. Sono orgoglioso di aver portato il tricolore sul petto e di aver fatto parte dell’attacco più prolifico della manifestazione, consapevole che esperienze del genere ti migliorano sempre. Chiudo questa esperienza con quattro touchdown e quattro conversioni da un punto. Ci tengo a ringraziare in particolare Matteo D’Angella e tutto il suo staff per essere riusciti a prepararmi al meglio per questo europeo». Soddisfatta anche Giada Bardi. «Dpo aver concluso il campionato italiano al terzo posto con le Cudere, la convocazione nella nazionale è stata per me una gioia immensa - dice - Da quel momento è iniziata una meravigliosa esperienza. Dopo una lunga selezione, sono state scelte le migliori quindici atlete italiane e io ero fra quelle. Ci siamo allenate per l’europeo nel centro olimpico “Giulio Onesti”. Abbiamo trascorso giornate fra duri allenamenti e filmati. Il giorno che mi è stata consegnata la divisa con il mio cognome e numero, ho sentito su di me, la forza e l’onore di indossare per la prima volta la casacca dell’Italia, e di rappresentare tutte le giocatrici italiane che ogni anno si impegnano e lottano per far sì che questo sport cresca».

Il 29 agosto le ragazze della nazionale sono partite alla volta di Gerusalemme. «Il giorno dopo, nella prima partita contro la Finlandia abbiamo iniziato bene vincendo nettamente - racconta - Purtroppo subito dopo sono arrivate tre sconfitte, contro Spagna, Gran Bretagna, Austria che alla fine si sono classificate prima, seconda e terza nell’europeo. La mancanza d’esperienza, i centimetri e l’affiatamento del gruppo hanno fatto la differenza. Dopo aver rialzato la testa e aver battuto la Svezia ci siamo ritrovate a giocare per il settimo e l’ottavo posto contro la Russia. Alla fine di una partita molto dura abbiamo portato a casa il risultato e ci siamo guadagnate il settimo posto. Peccato non essersi qualificate per il mondiale del 2020. Il flag football femminile in Italia è ancora un po’ indietro, ma farà grandi cose, rispetto a quello maschile che conquista il secondo posto. Il Blue team femminile è un ottimo gruppo, con molte rookie alla loro prima esperienza, compresa me, ma siamo pronte a scendere di nuovo in campo giocando in campionato. —

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