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«Siamo partiti presto? Era necessario Cerchiamo di arrivare al meglio al debutto»

Paolo Franzò
«Siamo partiti presto? Era necessario Cerchiamo di arrivare al meglio al debutto»

Mister Lamberto Magrini pronto a una nuova sfida: «Non vediamo l’ora di partire per capire chi siamo»

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Quasi nel giardino di casa, con la sua Magione che dista appena 59 chilometri da Città di Castello, Lamberto Magrini debutta domani alla guida del Grosseto in questa nuova avventura in serie D.

Che effetto fa mister?

«Sono abituato. Ormai come allenatore mi sento quasi più toscano che umbro, avendo lavorato di più con le squadre del Granducato, per cui sono abituato a questo tipo di situazioni». Orvietana, Foligno e Bastia sono infatti le uniche umbre dirette da Magrini, mentre sono ben 6 le toscane allenate in quella che di fatto è ormai una lunga carriera.

Finalmente si comincia, possiamo dirlo?

«C’è voglia da parte di tutti, non solo del sottoscritto, di cominciare e di capire chi siamo, ma se il buongiorno si vede dal mattino...».

Possiamo considerare le vittorie in Coppa Italia come quel buongiorno?

«Beh, la coppa ok. Ma il campionato è tutta un’altra cosa. Di sicuro siamo pronti per cominciare al meglio. Vincere però fa sempre bene e mi sembra che lo abbiamo fatto anche esprimendo un bel calcio».

Una rosa molto rinnovata rispetto allo scorso anno, è soddisfatto del lavoro fatto dalla società e dal diesse?

«Sì, sono soddisfatto perché gli obiettivi che ci eravamo prefissi dal punto di vista tecnico, mantenendo gli equilibri societari di carattere economico, li abbiamo portati tutti a casa».

Una preparazione lunga, lunghissima, partita dal 15 di luglio. Qualcuno diceva che era troppo lunga invece l’impressione è che la squadra arrivi bene a questa prima di campionato...

«Penso che domani ci vorrà un’altra conferma di questo da parte nostra. Ma partire presto era importante anche per conoscere meglio i tanti giocatori nuovi, per lo più giovani e giovanissimi, di cui conoscevamo le caratteristiche tecniche, ma avevamo bisogno anche di conoscere le loro qualità umane. Poi, è stata una preparazione dura, fatta di grossi carichi di lavoro ed essere partiti in anticipo ci ha consentito di farla al meglio, nell’ottica di arrivare alla prima di campionato nelle migliori condizioni atletiche possibili».

Il girone. Alla fine la Lega ha partorito un raggruppamento con dentro ben 3 regioni e tante squadre quasi sconosciute, per lo meno per i non addetti ai lavori.

Che idea si è fatta Lamberto Magrini di quelle che potrebbero essere le favorite alla vigilia del campionato?

«Il Gavorrano e il San Donato di sicuro hanno costruito due squadre importanti. Anche l’Aglianese e poi abbiamo buone relazioni sul Monterosi e il Flaminia. Dopo di che, sapete bene che in ogni stagione scappa fuori almeno una squadra a sorpresa; ebbene, la speranza è che quella possa essere il Grosseto».

Riccardo Cretella ha detto che non si pone limiti circa quelli che saranno gli obiettivi in stagione. È lo stesso pensiero dell’allenatore?

«Assolutamente. Perché dovremmo? Noi ci alleniamo sempre, ogni settimana, per cercare poi di raggiungere il massimo sul campo e quindi la vittoria. Opinione che per me è anche suffragata dai fatti, perché sono convinto che questa squadra potrà fare bene contro tutti. Mi sembra una squadra bellina che, se sa essere equilibrata in campo, può sviluppare anche un bel gioco, anche se su questo dobbiamo ancora lavorare tanto».

Ecco, il gioco; come e cosa è cambiato quest’anno?

«Abbiamo sicurezza in quello che dobbiamo fare nella gestione del pallone. In D troveremo squadre e campi in cui è possibile provare a fare quello che proviamo in settimana e quindi giocare. Sapete che a me piace arrivare al risultato attraverso il bel gioco e questo è un pensiero condiviso anche dalla squadra che lavora proprio in questa ottica. Vincere in maniera fortunosa o occasionale va bene lo stesso, ma non è quello per cui lavoriamo. Poi, ci saranno anche partite in cui non riusciremo a esprimerci come vorremmo, ma questo fa parte del gioco. Di certo giocheremo sempre per vincere, sin da domani. —



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