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A 47 anni Max Magnani ha detto stop al calcio, carriera straordinaria con 300 gol all’attivo

R.S.
A 47 anni Max Magnani ha detto stop al calcio, carriera straordinaria con 300 gol all’attivo

Dai dilettanti fino alla serie D con tante promozioni. «La soddisfazione più grande è essere ricordato con affetto ovunque»

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GROSSETO. Ha deciso di appendere i fatidici scarpini al chiodo uno dei più forti giocatori maremmani di sempre, Massimiliano Magnani, classe 1972.. All’età di 47 anni, dopo oltre 300 gol realizzati nel corso di una carriera straordinaria a livello di calcio dilettantistico, ha preso questa decisione dopo averci pensato in maniera approfondita. La sua infinita carriera iniziò nei settori giovanili del Grosseto e del Sauro ed è proseguita con la Berretti nazionale del Grosseto, quindi con il Grifone Max Magnani ha militato in serie D facendo parte di una delle squadre più amate di sempre dove giocavano, tra gli altri, Cacitti, Russo, Dolso, Barbero, Pratesi, Chieffo e Bindi, allenatore era Landoni. In Promozione con la Nuova Grosseto, quindi due anni nel Donoratico allenato dal grande Nilo Palazzoli, squadra in cui Max Magnani realizzò la bellezza di 35 gol in due stagioni. Poi il ritorno in Eccellenza, cinque anni fantastici nell’Isola d’Elba, la squadra che rappresentava l’intera isola. Le sue prestazioni attirarono l’attenzione del Fucecchio che lo riportò in serie D prima di altri cinque splendidi anni nel Cecina suddivisi tra Eccellenza e serie D. Poi è arrivata la chiamata del Gavorrano allenato da Marco Cacitti, per Magnani furono altri due anni straordinari con la promozione della squadra mineraria dall’Eccellenza alla serie D.

Poi la chiamata dell’Albinia di cui era allenatore Franco Cameli e pure con la maglia rossoblù fu centrato il salto di categoria dalla Promozione all’Eccellenza, quindi la parte conclusiva della carriera lo ha visto indossare le maglie del San Donato, del Braccagni, del Paganico, dell’Alberese e del Fonteblanda.

La soddisfazione più grande della sua carriera?

«Mi sono tolto tante soddisfazioni ad iniziare dai campionati vinti ma la soddisfazione che mi gratifica maggiormente è quella di essere ricordato con stima e con affetto in ogni squadra dove ho giocato. Ecco, questo è l’aspetto di cui vado particolarmente orgoglioso e che mi regala una sensazione bellissima».

Qual è il gol che ricorda con maggiore gioia?

«Non è facile rispondere perché fortunatamente i gol realizzati sono stati tanti e molti di questi hanno un valore particolare. Se penso alla bellezza i gol che ricordo con maggiore nitidezza sono due. Il primo l’ho realizzato con la maglia dell’Isola d’Elba affrontando proprio il Grosseto nel campionato di Eccellenza. Si giocava a Porto Azzurro e feci un gol strepitoso, il giornalista di Tv9 Mario Roggi che era presente alla partita lo ha ricordato per anni. In porta del Grosseto c’era Enrico Montorsi, io portai in vantaggio la mia squadra con un gol fantastico e il Grosseto pareggiò con Stefano Ferri. Poi ricordo il gol che siglai con la maglia del Cecina giocando contro la compagine laziale del Monterotondo. Era il campionato di serie D e in quel periodo Raisport trasmetteva il sabato pomeriggio una partita, in quell’occasione c’erano le telecamere della Rai allo stadio Rossetti, io realizzai una doppietta e il primo gol fu talmente bello che i telecronisti fecero tanti complimenti, il video è su Youtube e ogni tanto vado a rivederlo».

Quindi sono questi i gol a cui è più legato?

«No, il gol che mi ha dato una gioia pazzesca è quello realizzato con la maglia del Fonteblanda allo stadio Nannotti di Badesse nella finale playoff contro il San Quirico d’Orcia. In quell’occasione ho realizzato il gol decisivo che ha permesso al Fonteblanda di arrivare per la prima volta in Promozione, considerando che in quell’anno ero già abbondantemente over 40 è stata una grande soddisfazione che conservo ancora nel cuore. A una certa età certe prodezze si assaporano di più».

Magnani, lei ha avuto tanti allenatori, chi ricorda con più affetto?

«Tutti mi hanno trasmesso qualcosa di importante. Penso ai metodi innovativi di allenamento di Francesco Ripaldi oppure alla grande capacità di Marco Cacitti di infonderti molta forza in vista della partita. Poi Nilo Palazzoli, Franco Cameli, Giorgio Guidi e Luciano Tommasi. Vorrei anche ricordare Stefano Brondi che mi ha insegnato a fare il trequartista quando io avevo già 30 anni».

Le voci di mercato indicano che il prossimo passo per lei sarà quello di iniziare la carriera di allenatore, si dice che andrà a fare il secondo a Gabriele Maggio, allenatore dell’Invictasauro:

«C’è di vero che con la società ci stiamo parlando e confrontando. Sono in pausa di riflessione, quando sposo un progetto devo esserne convinto al cento per cento e devo ancora entrare in questo ordine di idee. Deciderò nei prossimi giorni, nelle prossime settimane». — R.S.
 

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