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coppa passalacqua 

Giocatori, mister e squadre: le pagelle finali

Stefano Fabbroni
Giocatori, mister e squadre: le pagelle finali

Dal capocannoniere Lepri ai portieri Cogno, Bromo e Mileo. Top e (semi)flop della 45ª edizione del torneo giovanile 

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La 45ª Coppa Passalacqua si è conclusa con il meritato successo dell’Albinia che ha alzato il trofeo dopo quattro anni.

Il bilancio della manifestazione è buono: il lavoro svolto dal comitato organizzatore, Milan Club Grosseto, è stato ripagato con un presenza di pubblico sempre crescente con spalti gremiti in semifinali e finale. Ha ancora funzionato la formula che ha visto ancora sedici squadre partecipanti: alcune hanno ben figurato, altre hanno invece deluso le attese.

Provando a dare le pagelle, possiamo assegnare un bel 8.5 all’Albinia che il prossimo anno sarà a difendere, come detentrice, la coppa. Non era facile vincere per la rosa del tecnico Antonino D’Arrigo specie dopo un inizio ad handicap con la brutta sconfitta all’esordio contro lo Scarlino ma la striscia positiva con quattro vittorie di fila (Braccagni, San Vincenzo, Nuova Grosseto e Gavorrano) prima dell’atto conclusivo ne hanno legittimato il successo ed il meritato premio al trascinatore, Thomas Lelli (voto 8), autore di spunti e lanci di alta qualità. Ottimo anche l’apporto del portiere Giovanni Cogno (7.5) apparso una spanna sopra agli altri: decisive le sue parate nel corso del torneo.

L’altra finalista non è stata da meno perché l’Atletico Grosseto (voto 8 alla prima finale), alla sua seconda apparizione nel Passalacqua, è riuscito a contendersi il trofeo contro ogni pronostico che non la poneva fra le formazioni favorite. Claudio Di Resta ha impostato in campo in ogni gara il suo undici in modo quadrato, sornione, magari poco spettacolare ma sempre pronto a sfruttare le ripartenze di Ali Yldiran (5 reti segnate, voto 8) e Simone Lepri (capocannoniere dell’edizione con 6 gol, voto 7.5) spine nel fianco delle difese avversarie con una garanzia in porta, Michele Bromo (8), decisivo anche nell’ultima sfida persa. Il premio al miglior portiere è stato quello più difficile da assegnare: è andato giustamente ad Andrea Mileo (Ribolla) ma anche i due estremi difensori delle finaliste hanno davvero ben figurato. Rientrano fra le prime quattro anche Gavorrano e Scarlino con differenti considerazioni: un po’ di delusione per i minerari (6.5) specie dopo il rocambolesco 2-3 incassato dall’Albinia, visto che l’obiettivo era quello di arrivare fino in fondo dopo aver praticamente dominato il girone e l’Invicta (voto 6.5, i ragazzi di mister Massimiliano Piccini non potevano fare di più) nei quarti.

Allo Scarlino (voto 7.5), una delle due esordienti assolute, va davvero un grande plauso: mister Giuseppe Venturi è stato in grado di plasmare una compagine che ha battuto in apertura l’Albinia e poi fare punti decisivi negli altri due incontri per accedere ai quarti superati con una grande partita contro l’Alberese: in semifinale ha alzato bandiera bianca solo di fronte ad un rigore di Yldiran. A proposito dell’altra squadra che si affacciava per la prima volta al Passalacqua, il Massa Valpiana (voto 7) di Tommaso Cavaglioni, la secca sconfitta nei quarti subita dall’Atletico Grosseto, peraltro ai supplementari, non cancella quanto di buono è stato fatto nel raggruppamento che l’aveva promossa alla fase ad eliminazione diretta.

Una curiosità: quella metallifera è stata l’unica formazione capace di ottenere tre zero a zero consecutivi (compresi i regolamentari contro i grossetani) a dimostrazione della poca facilità nell’affrontarla. Una citazione la merita, fra le eliminate ai gironi, l’Orbetello (6.5) di mister Diego Di Chiara: non tanto per i punti fatti ma per il gioco espresso (persa con il Gavorrano, pareggiata con Massa Valpiana, stravinta contro il Marina). —

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