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Grosseto

il giro in maremma

Territorio show in tivù con qualche svista

Gabriele Baldanzi
Territorio show in tivù con qualche svista

Riprese live e approfondimenti Rai regalano paesaggi e storie emozionanti. Ma in diretta “gaffe” su Roccatederighi e Chiusdino che non sfuggono ai social

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GROSSETO. Per le colline e la Maremma non poteva esserci uno spot migliore. In eurovisione passano le immagini mozzafiato riprese dall’elicottero: il verde dei boschi che fa da cerniera alle province di Siena e Grosseto, le olivete e i campi coltivati della piana, i telecronisti di Rai ed Eurosport che si lasciano andare a commenti entusiastici sul paesaggio attraversato dalla Carovana. Tutto bellissimo. Ma la tappa di ieri, vista in tv, è stata anche altro: una sequela di errori “geografici” commessi durante la diretta e ampiamente sottolineati, attraverso i social, da chi vive e conosce questi luoghi.

Si comincia dal paese di Chiusdino (in provincia di Siena) che, inquadrato dall’alto, viene indicato come Gabellino (piccola frazione del Comune di Montieri, in provincia di Grosseto). Avanti una dozzina di chilometri, cioè pochi minuti, e l’errore si ripete, anzi questa volta diventa madornale: il paese arroccato sulle colline metallifere che viene sfiorato dalla carovana è Roccatederighi, centro di origine medievale su cui insiste a lungo il cameramen in volo. Peccato che Rai ed Eurosport - o meglio chi cura il coordinamento delle immagini - “titolano” Mereta, paesino in provincia di Savona. Sui social scattano subito decine di segnalazioni e proteste. C’è chi fa ironia, chi impreca e chi, come il follonichese Riccardo Carresi (architetto e insegnante), twitta così: «A @RaiSport continuano a far vedere un borgo arroccato su uno sperone roccioso chiamandolo Mereta, in realtà MeLeta è un bivio e quel paese è #roccatederighi #maremma #raigiro #girodItalia». Organizzatori e Rai fanno confusione tra Meleta con la L, la località vicino a Roccatederighi in cui i ciclisti hanno percorso un bivio a 180 gradi, e Mereta con la R, che nulla ha a che vedere con la tappa di ieri. Errore che non si può ascrivere tra i refusi. Già nella cronotabella del sito ufficiale del Giro, come indicazione geografica, risulta infatti Mereta (455 metri), anziché Meleta di Roccatederighi.

Nelle informazioni tecniche sulla tappa Vinci-Orbetello, caricate sul sito ufficiale della corsa, erano state compiute nei giorni scorsi alcune correzioni di toponomastica, per esempio quella da Albiano in Albinia, ma evidentemente qualcosa è sfuggito.

Non finisce qui. Ancora inquadrature dall’alto, questa volta del parco dell’Uccellina, con la famosa Abbazia di San Rabano che diventa la Torre di Talamonaccio. Due edifici totalmente diversi e distanti una quindicina di chilometri l’uno dall’altro. E per concludere la perla “storico-artistica” su Orbetello, con ripetuti riferimenti a Caravaggio, che invece muore a Porto Ercole e lega il suo nome alla frazione del Comune di Monte Argentario, non certo a Orbetello. Insomma, dieci alle riprese, soprattutto quelle dall’alto, e cinque a chi era chiamato a dare un nome e una collocazione ai luoghi.

Alla fine, però, la gioia, di ritrovarsi in tv fa sfumare anche le arrabbiature. Alla Rocca, per esempio, c’è chi propone di avviare un gemellaggio proprio con il paese di Mereta, in Liguria, «così almeno andiamo a vederlo e a conoscere chi è stato associato a noi». Gli errori, a volte, possono anche rivelarsi positivi. —
 

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