Gioco
Sant’Andrea in Promozione, favola a lieto fine scritta con cuore e passione da tutto il gruppo
Gli uomini e i passaggi chiave che hanno permesso a una piccola realtà di raggiungere un traguardo storico
SANT'ANDREA. Menomale che il calcio dilettanti riesce ancora a regalare fiabe che il calcio professionistico ha smarrito. La fiaba l’ha scritta il Sant’Andrea ed è una storia dove ci sono tutte le componenti delle storie belle: cuore, organizzazione, umanità. Il traguardo? Il passaggio in Promozione, storico.. Siccome ogni storia ha un inizio noi scegliamo la data del 21 ottobre 2018, quel giorno il Sant’Andrea ha giocato a Gracciano e perse 3-0, era la quinta giornata di campionato e il Sant’Andrea era ancora fermo a zero punti, il Gracciano invece era primo in classifica con 13 punti. Se pensiamo che domenica scorsa le due squadre si sono affrontate nello spareggio per vincere il campionato e che il Sant’Andrea si è imposto per 2-0 possiamo comprendere benissimo come la storia sia incredibilmente bellissima. Tutto ciò non può avvenire per caso, alle spalle deve esserci una società seria e laboriosa perfettamente rappresentata dal presidente Claudio Cosi, così come un allenatore del calibro di Luciano Tommasi che è un campione di modestia ma la sua bravura ha un coefficiente più elevato della sua modestia.
Infine questa storia non avrebbe avuto il lieto fine che ha avuto se non ci fosse stato un gruppo di giocatori fantastico non soltanto sotto l’aspetto tecnico ma anche umano. Nello spareggio disputato allo stadio Arnolfo Mangiavacchi di San Quirico d’Orcia il primo “miracolo” è sulla tribuna occupata per tre quarti dai tifosi del Sant’Andrea che erano nettamente in maggioranza rispetto a quelli del Gracciano. Tifosi di tutte le età, praticamente Sant’Andrea si era trasferita in blocco per qualche ora a San Quirico d’Orcia, tanto è vero che prima del fischio d’inizio un signore ha candidamente confessato: «Speriamo di vincere prima dei rigori perché altrimenti non ho nessuno che possa governare le galline...». I giocatori lo hanno accontentato con una prestazione magistrale malgrado intorno al quarto d’ora l’arbitro sia stato molto generoso a concedere un calcio di rigore al Gracciano ma talvolta la Dea bendata comprende le situazioni e il rigore di Giotti si è stampato sul palo. Poi ci ha pensato il fantasista Anichini a sbloccare la partita con una punizione delle sue e nella ripresa è arrivato il sigillo di Scozzafava che in progressione ha staccato tutti e quando ha visto il portiere in uscita lo ha scavalcato con un pallonetto tanto delizioso quanto bello.
In quel momento si è capito che la favola stava concretizzandosi e difatti al triplice fischio il consulente di mercato Luca Vaselli, colui che ha dato lo slancio per arrivare a questo traguardo, ha faticato a trattenere le lacrime, segno evidente che un progetto non può arrivare a compimento se non c’è la componente umana. Con le lacrime agli occhi anche il sindaco di Magliano in Toscana Diego Cinelli, tifosissimo da sempre del Sant’Andrea, giustamente orgoglioso di ciò che la sua gente ha dimostrato di saper fare in campo e in tribuna. Poi la festa nello spogliatoio dove abbiamo avuto l’onore di poter entrare, uno spogliatoio dove si respirava autentica umanità, si capiva che quei giocatori sono prima amici che compagni di squadra. Sul piano tecnico citiamo il capitano Zauli, mentre il migliore in campo è stato Rosi a cui era impossibile togliere la palla. Pira è stato il solito motorino infaticabile e quando a un minuto dalla fine mister Tommasi lo ha sostituito è stato per concedergli la standing ovation. Mbaye ha disputato una partita di enorme sostanza con un paio di lampi illuminanti, Amorfini ha sfiorato il gol ed è stato costantemente una spina nel fianco della difesa del Gracciano, mentre Batazzi è stato come al solito impeccabile. Bartalucci ha avuto uno svarione ma ha fornito cross in quantità industriale e Sgherri ha sfoderato la propria esperienza per risolvere tutte le situazioni ingarbugliate. Il portiere Bigoni ha svolto perfettamente l’ordinaria amministrazione, lui si era già guadagnato la palma di “eroe” parando la settimana precedente contro l’Argentario una formidabile punizione indirizzata all’incrocio dei pali. In campo sono entrati anche Kacka, Prati e Masini che hanno costantemente tenuto in apprensione il Gracciano e ricordiamo anche i protagonisti che in questa occasione sono rimasti in panchina come Minucci, Belhijou, Fastelli, Khouribech, Monaci e Russo. Infine i marcatori che rimarranno nella storia, Luca Anichini, capocannoniere della squadra.
E poi Jacopo Scozzafava che nel giorno della festa della mamma ha voluto dedicare il gol alla sua, perché ha vinto la partita più importante, quella contro la malattia. Anche questa è la favola del Sant’Andrea, una favola che è scritta da chi conosce il sapore della vita reale. —
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