Il dolore
«Gruppo unito e spogliatoio forte È il Grosseto che volevo vivere»
Capitan Ciolli tira le somme di una stagione trionfale per i biancorossi Ora bisogna concentrarsi per l’ultima di campionato contro il Cuoiopelli
Non capita spesso di aver praticamente terminato una stagione così presto. È l’occasione allora per fare il punto in casa Grosseto con il suo capitano, Andrea Ciolli. «È vero, è un po’ strano, ma siamo ovviamente felici per quella che è stata una annata trionfale. In ogni caso, abbiamo ancora due partite da giocare alle quali teniamo. L’ultima di campionato con la Cuoiopelli, per mantenere i record legati al miglior attacco e alla migliore difesa. Infine la Supercoppa, perché alzare un trofeo è comunque sempre una grande soddisfazione».
Il segreto di questa squadra?
«Un gruppo unito e uno spogliatoio forte, questa è stata la nostra forza, soprattutto nei momenti di difficoltà. Così come avere tanti grossetani in squadra; il senso di appartenenza ha fatto la differenza. Spero che questo sia solo un punto di partenza per questa squadra e per questa società che ha un progetto e dei valori sportivi e umani importanti».
Lei ha già fatto la serie D col Grosseto, ma questa sarà tutta un altra storia, è d’accordo?
«Completamente differente. Questo è il Grosseto in cui speravo un giorno di giocare; persone con le quali condivido i principi e i valori. Una squadra che sento mia ed essendo capitano, ancora di più. Sarà dura e lo sappiamo, ma a 29 anni è giunto il momento di riprendermi qualcosa di importante. Lavoreremo di più, senza proclami, partendo da basi solide, per cercare di regalare ai nostri tifosi altre soddisfazioni».
Fondamentale sarà l’impiego dei giovani, ancor più che in Eccellenza?
«Vero. Ce ne vorranno sempre 4 su 11 in campo e quindi altrettanti in panchina; faranno la differenza. Noi ne abbiamo già di bravi e ce li teniamo stretti. Quelli nuovi che verranno, dovranno farlo col giusto spirito, la voglia di lottare, umiltà e voglia di mettersi in gioco. Se saranno grossetani ancora meglio, perché certamente metteranno qualcosa di più».
Infine, il centro sportivo che verrà, quanto sarà importante? All’ottimo staff tecnico di questa stagione, altri tecnici che da giocatore hanno fatto i professionisti potrebbero aggiungersi...
«Molto importante. Ma ancora di più lo sarà appunto avere allenatori che hanno giocato a certi livelli ad allenare i ragazzi, perché non è solo un discorso tecnico, ma anche di valori che chi ha giocato a un certo livello può saper trasmettere ai ragazzi. I frutti ovviamente si vedranno tra qualche anno, ma secondo me per una società come il Grosseto questa è la strada da seguire per avere un buon futuro. Abbiamo visto in giro cosa succede nel calcio di oggi. Questa è una società piccola, ma sana, del territorio e con tanta passione. Riuscire a costruirsi in casa i giocatori, sarebbe il massimo». —
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