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Il Sorano promosso con tre turni di anticipo E la festa continua

Il Sorano promosso con tre turni di anticipo E la festa continua

La squadra di Antolovic è sempre stata in vetta al girone Un’unica crisi, piccola, poi l’acuto a Ponte d’Arbia

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sorano. Un campionato condotto in testa fin dalla prima giornata con una striscia iniziale di nove vittorie consecutive, poi la mini crisi che ha avuto l’apice nella sconfitta nel derby con i cugini del San Quirico, quindi l’acuto nello scontro diretto sul campo del Ponte d’Arbia quando solo un contestatissimo rigore in pieno recupero negò la vittoria ai biancocelesti prima di arrivare alla partita della svolta contro Neania.

In sintesi è stato questo il cammino del Sorano che se è laureato campione del girone G di Seconda categoria con tre giornate di anticipo, la partita della svolta a Castel del Piano è condensata nel quarto d’ora finale quando Papini e compagni ribaltarono il parziale di 2-0 a favore della Neania con le reti di Bernacchi, Paolini e Pugliese che cambiarono le sorti della partita e probabilmente dell’intero campionato. Una vittoria che contiene tante significative storie personali, ad iniziare dall’epilogo della partita di domenica contro una ostica e solida Maglianese. Partita molto sofferta per il Sorano decisa da un discusso calcio di rigore che Bernacchi si è assunto la responsabilità di trasformare. Più o meno un anno fa il Sorano chiudeva con una cocente delusione perdendo la finale playoff dopo un rigore decisivo sbagliato proprio da Bernacchi. Adesso l’attaccante del Sorano si è riscattato in pieno, trasformando il rigore che ha consegnato la certezza matematica della vittoria al Sorano, una vittoria che ha scatenato l’entusiasmo tra i tifosi presenti allo stadio dei Pini. Un successo che è frutto di molteplici aspetti qualitativi, ad iniziare dall’allenatore Daniele Antolovic, un vincente per natura, un tecnico che è riuscito a trasmettere la propria mentalità vincente alla squadra. Poi ci sono i pilastri storici della società, ad iniziare dai mitici Dino Palla e Silvano Boggi per proseguire con Emilio Baldoni che dopo quattro campionati vinti con il Sorano, due da giocatore e due da allenatore, ha conquistato il quinto titolo nel ruolo di direttore sportivo. In tale ruolo Baldoni ha avuto il merito di allestire una squadra di primo piano dove spicca il lituano Epifanov che vanta oltre 400 partite disputate nella massima serie tra i campionati della Lituania e dell’Estonia ed ha pure sei gettoni di presenza in Europa League. Altro elemento di qualità è il franco senegalese Ndao Papa, scuola Marsiglia, in Italia aveva già vinto campionati con il Carpi e adesso si trova a meraviglia a Sorano. La gioia maggiore è quella dei soranesi Papini (capitano), Del Buono e Baldelli. Micci e Ferrigni sono stati perni della difesa, Raffaelli si è fatto trovare pronto quando è stato chiamato in causa e Bacci ha confermato di essere il fantasista in grado di offrire quel tocco di genialità quando occorre. Paolini è stato una garanzia, così come Venanzi, Pugliese e De Silvestris, autori di gol pesanti. Borreale, De Felice e De Silvestris hanno garantito un indispensabile equilibrio e Celestini non ha potuto dare il contributo che avrebbe potuto fornire per l’espulsione rimediata con il Ponte d’Arbia e la conseguente pesante squalifica. Un discorso a parte lo merita il preparatore dei portieri Luciano Reali che ha saputo far crescere e maturare i tre portieri del Sorano. Simone Pasquini è stato il titolare sempre all’altezza, l’infortunio a una spalla ha promosso tra i pali Michele Mengoni titolare nelle ultime cinque partite senza subire gol. Ivan Lumini è tornato a giocare stimolato dal gruppo e probabilmente Antolovic lo utilizzerà in una delle partite che rimangono. —

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di Redazione web