Il Tirreno

Grosseto

calcio a 5 

Lo strano caso Atlante, un po’ Jekyll e un po’ Hyde

Lorenzo Falconi

Primi tempi da sogno, riprese da incubo. Una costante per la squadra rimasta perennemente fanalino di coda in A2

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. Prime frazioni da sogno, riprese da incubo. È il film regolarmente mandato in scena dall’Atlante Grosseto che da tempo si ritrova in una scomoda posizione.

Costantemente sulla sedia rovente dell’ultima piazza del campionato di A2 e incapace di invertire la rotta. A render ancor più pesante la situazione c’è il dato statistico impietoso di un confronto tra i primi tempi e ciò che accade dopo l’intervallo. Il crollo dei biancorossi è sotto gli occhi di tutti e anche i numeri viaggiano spediti in questa direzione. Basti pensare che il quintetto maremmano ha conquistato solo 6 punti in 16 giornate nel torneo di A2, ma con la classifica parziale stilata all’intervallo sarebbero ben 21. Una differenza macroscopica per un saldo negativo di 15 punti. Una vera e propria emorragia, un tesoretto costantemente dilapidato, una certezza che diventa sentenza, sfociando in un malessere cronico.

In sintesi la squadra allestita in questa stagione dimostra di essere all’altezza della categoria, giocandosela alla pari con tutti gli avversari, ma solo per i primi 20 minuti effettivi, perché al rientro in campo dopo l’intervallo si spengono le luci. I sintomi dell’Atlante versione dottor Jekyll e mister Hyde, si sono palesati per la prima volta alla seconda giornata: 0-0 all’intervallo sul campo di Pistoia, in una gara persa poi per 2-1 nella ripresa.

Da quel momento in poi la forbice tra primo e secondo tempo si è costantemente allargata. Dopo 7 giornate il saldo negativo era già di 8 punti, un fardello pesante per la dirigenza biancorossa che nella finestra di mercato ha cambiato volto alla squadra, sperando di curare anche il malessere. Il quintetto di Tommaso Chiappini, completamente rivoluzionato, ha reagito, mettendo a referto due vittorie, ma sostanzialmente non è guarito da questa metamorfosi di kafkiana memoria, perché altri 7 punti sono stati lasciati per strada dopo il giro di boa del primo tempo. Un dato che nel complesso diviene più difficile da digerire se consideriamo le rimonte subite dalla squadra anche nel primo tempo. In ben 4 circostanze, infatti, i biancorossi sono andati in vantaggio sbloccando il punteggio (due volte sul 2-0 e due volte sull’1-0), ma sono stati ripresi e rimontati prima dell’intervallo. Allargando l’analisi, quindi, emergono ulteriori fattori, come ad esempio quello psicologico che denota una fragilità di squadra nel gestire le situazioni di vantaggio.

Più semplicemente però, appare evidente come mister Chiappini abbia a disposizione una coperta sempre troppo corta. Un organico con un quintetto competitivo, al netto di infortuni e squalifiche, ma non altrettanto efficace nelle rotazioni che diventano fattore determinante in uno sport dai ritmi intensi come il calcio a 5. Alle spalle degli elementi che costituiscono l’ossatura della squadra, infatti, ci sono tanti giovani di belle speranze che al momento attuale rappresentano il futuro del calcio a 5 grossetano, ma purtroppo non ancora il presente. —

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