Sicurezza
Il più brutto Grifone dell’anno Senza gioco e senza anima
La formazione iniziale, con Pierangioli trequartista, non è apparsa la migliore E dopo il gol, la squadra non ha nemmeno accennato a una reazione
Si potrebbero spendere fiumi di parole dopo la sconfitta inattesa del Grifone con il Vorno. Talmente tante che si fatica a pensare da dove poter cominciare, nella speranza che chi invece è deputato a farlo concretamente sul campo, ovvero mister Lamberto Magrini, sappia con maggiore chiarezza dove e come intervenire per raddrizzare la barra di navigazione del Grosseto. Da oggi il tecnico di Magione ha il suo vice che la società ha individuato nella persona di David Stefani che quindi lascia la guida della Juniores biancorossa, presa a sua volta da Gigi Consonni, per il quale è un ritorno in “famiglia”.
Detto degli aggiustamenti tecnici, è inevitabile tornare su quanto successo a Lucca, in un pomeriggio nero, nerissimo per i torelli. Senza dubbio la peggiore prestazione dell’intera stagione, nel contesto della quale nessuno si è salvato. E la prima domanda è: perché? Il cambio in panchina può aver inciso, ma da solo non spiega una gara così brutta, anche perché questa segue quella non meno brillante, sebbene vincente, con la Ponte Buggianese. Un Grosseto che ha letteralmente regalato tutto il primo tempo, senza una parvenza di gioco, senza la necessaria cattiveria agonistica, senza idee. Giocando spesso nei primi 45’ spezzato in due, con la squadra che restava troppo lunga senza accompagnare nella maniera adeguata la manovra offensiva. Risultato: la riconquista della palla non era mai immediata come invece era lecito aspettarsi. Non ha convinto neppure l’idea di mettere Pierangioli alle spalle delle due punte. Non che quest’anno questo modulo non sia mai stato adottato, ma le cose migliori così si erano viste con Luci a fare il trequartista.
Insomma, forse la formazione iniziale non era esattamente la migliore, ma qui si deve tener conto anche del fatto che Magrini è appena arrivato e per conoscere a fondo caratteristiche e condizioni di tutti i giocatori in rosa, un po’ di tempo è necessario. Fatto sta che dopo aver praticamente non giocato il primo tempo, nella ripresa, una volta preso il gol su un episodio, cosa che può sempre accadere, non c’è neppure stata una reazione veemente e degna di tale nome. Anzi, il Vorno per due volte ha centrato i legni di Nunziatini. Un Grosseto che giocava con due prime punte, ma che invece di azionare i rifornimenti dalle fasce si è quasi sempre intestardito a voler entrare per vie centrali. Basti pensare a quante volte Lepri si è liberato a sinistra, ignorato dai colleghi del centrocampo. Non si contano poi gli errori tecnici nel primo controllo della palla, sintomo evidente di scarsa tranquillità.
In un quadro generale così, servirà tutta l’esperienza di Magrini, unita a più serenità generale, perché il Grifone è ancora davanti e ha tutto, ma proprio tutto, per poterci comunque rimanere. —
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