Sicurezza
Il duro sfogo del presidente: «Solo spese e indifferenza»
Il numero uno del Grosseto Mario Ceri lamenta la disaffezione della città «La squadra costa mezzo milione all’anno, a fine stagione valuterò il da farsi»
Faccia a faccia con Mario Ceri. L’entusiasmo per i risultati del Grifone, i progetti, ma anche le preoccupazioni, le lamentele, gli interrogativi e il centro sportivo di Roselle che, stando alle parole del “pres”, a maggio sarà finalmente realtà. E soprattutto un messaggio. Chiaro. Alla città. Il Grosseto è di tutti. E tutti, secondo il patron biancorosso, devono fare qualcosa in più per tenere viva la cultura e la storia del calcio in città. Il numero del club comincia a essere stanco di stare solo. «Le uscite economiche della mia famiglia (alla guida del sodalizio dall’estate 2017, ndr) – dice – sono state di gran lunga superiori alle entrate. Per ora il Grosseto è una rimessa. Di questo passo alla fine della stagione sarò costretto a fermarmi e fare le mie valutazioni. Ma non mollerò la società, non abbandono il Grosseto».
TRASLOCO a GAVORRANO
Nonostante la sonora sconfitta col Fucecchio di domenica scorsa (4-1), il Grosseto è in testa alla classifica del girone A di Eccellenza. «Questo campionato dobbiamo provare a vincerlo», dice con sicurezza Ceri. Sabato c’è lo scontro al vertice col Montecatini, terzo, ma i biancorossi dovranno giocarlo lontano da casa. A Gavorrano. Perché il manto erboso dello Zecchini, in questi giorni, verrà sottoposto a un’accurata operazione di restyling. La cosiddetta “rizollatura”, che non veniva effettuata da quasi cinque anni. Circa 5-600 euro il costo dell’affitto dell’impianto dei minerari per il match di sabato. «Organizziamo dei pullman, insieme all’amministrazione, per permettere ai nostri abbonati (470 in totale, ndr) di seguire la partita, senza utilizzare la loro auto», spiega il presidente. Chi vuole iscriversi può farlo oggi e domani, alla segreteria dello stadio, dalle 16 alle 19, presentandosi con l’abbonamento. Ma il “trasloco” a Gavorrano poteva essere evitato? Si. E lo conferma, tenendo i toni bassi per non fare polemica, anche Ceri: «Se ne occupa il Comune, sembrava che tutto potesse essere fatto senza problemi, ma poi ci sono stati dei ritardi e siamo arrivati a fare i lavori in una stagione in cui al terreno, dopo i lavori, serve più tempo per essere pronto per poter ospitare le partite».
COSTI, DELUSIONI e rabbia
Quanto costa all’anno il Grosseto? «Quasi 500mila euro. Per fortuna – spiega Ceri – ho alcuni amici che mi aiutano, ma sono pochi. Gradirei un sostegno da pare della città, anche sponsor da mille o duemila euro, invece attorno a noi c’è il vuoto». E Ceri rivela un aneddoto che la dice lunga sul sostegno del tessuto commerciale del territorio nei confronti della squadra. «Non molto tempo fa ho chiesto al Consorzio tutela del Morellino di Scansano, che conta quasi duecento imprenditori, di intraprendere un percorso di sponsorizzazione. Con poche centinaia di euro per ogni membro del consorzio, il Grosseto avrebbe ricevuto una grande mano dal punto di vista economico. Hanno risposto soltanto due imprenditori, su quasi duecento. Sia chiaro – prosegue Ceri – ognuno con i propri soldi può fare quello che vuole, ma questo è emblematico riguardo la considerazione del Grosseto calcio in città e ne dintorni».
STADIO VUOTO
Lo Zecchini ai tempi in cui il Grosseto era in serie B, dal 2007 al 2013, ha portato la propria capienza, grazie anche a una serie di lavori, a 9600 posti. Oggi la gradinata è chiusa per problemi di agibilità. La curva sud invece è disponibile, ma non viene mai aperta perché, in Eccellenza, i tifosi ospiti sono quasi sempre poche decine, e quindi vengono sistemati in altre parti dello stadio. «Contiamo 6-700 spettatori di media, raramente un migliaio. Per l’Eccellenza sono moltissimi – dice ancora Ceri – ma per una città di 83mila abitanti non lo sono affatto». Prezzi dei biglietti al ribasso, calciatori nelle scuole per coinvolgere gli studenti, esibizioni della scuola calcio prima delle partite. Tutte iniziative che la società sta prendendo, ma senza successo. L’amore per il Grosseto, per ora, è una cosa per pochi fedelissimi. Quelli che seguirebbero i biancorossi in qualsiasi categoria.
il centro sportivo
Le partite di Coppa Toscana con Piombino e Montecatini «mi sono costate 4mila 200 euro per la gestione dello stadio ma ne ho incassati solamente 1500. Col Montecatini c’erano 147 paganti», dice Ceri, che chiude parlando del centro sportivo di Roselle: «A maggio sarà pronto. Tre milioni di euro che la mia famiglia ha investito. Abbiamo una concessione di 35 anni dal Comune. Ci saranno due campi di calcio, uno in erba e uno in sintetico, un bar e un ristorante. Sarà una struttura bellissima». —
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