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Grifone, gruppo unito dalla faccia cattivaLa ricetta è formidabile

PAOLO FRANZÓ
Grifone, gruppo unito dalla faccia cattivaLa ricetta è formidabile

Lontano dallo Zecchini i biancorossi sanno soltanto vincere E sperano di ripetersi anche sul campo di Fucecchio 

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GROSSETO

Cadono, uno dopo l’altro, i record del Grifone. Un’altra vittoria, ancora di misura, ancora in trasferta, là dove la squadra biancorossa quest’anno sa solo vincere, come se la sua casa non fosse più in Maremma, ma su ogni campo.

Anche Ponte a Egola alla fine è espugnata e non basta neppure la mostra nazionale del tartufo, in corso nel contempo a San Miniato, a intenerire chi al prezioso tubero preferisce tortelli e cinghiale. Senza sconti, il Grosseto presenta al campionato la sua faccia cattiva, lo fa per la settima volta ed è pronto a far rotta su Fucecchio, che col suo padule proverà a far impantare chi dalle acque salmastre è stato invece liberato e che proprio in quelle acque sa bene come divincolarsi.

Basta un rigore, stavolta, per aver ragione di una buona squadra sì, ma che dalle parti di Damiano Nunziatini ci arriva una volta soltanto e al minuto 93. Ricerca del gol e poi gestione della gara, la ricetta vincente nel Valdarno Inferiore. Il Grosseto, come un rullo compressore, come chi comanda il massimo campionato, quasi in parallelo, con 8 vittorie e un pareggio in campionato, uniti alle 4 della coppa, dove la squadra è già approdata alle semifinali. Un Grifone fatto sì di buoni giocatori, forse i migliori della categoria, ma fatto soprattutto da un gruppo unito, che in campo si aiuta, che sa far squadra, senza che le individualità di questo o quel giocatore prendano mai il sopravvento sull’interesse primario di tutti.

Sia chiaro, non è stata una prestazione scintillante, quella col San Miniato. Non è stata e non poteva essere una bella partita, quanto un confronto da Eccellenza e di Eccellenza, giocato così come si deve fare in questa categoria, laddove il modulo conta sì, ma fino a un certo punto, se poi per esempio chi sta davanti non torna alla bisogna indietro a far legna.

Oggi il Grosseto è questo, malgrado le tante ottime individualità di cui Sebastiano Miano dispone in rosa.

Lo è talmente tanto, da non accorgersi quasi delle assenze, per quanto importanti. Stavolta nessuno ha brillato più degli altri e la migliore pagella sarebbe un 7 collettivo.

Se la squadra saprà crescere ancora nel possesso palla una volta in vantaggio, i titoli di coda sul campionato scenderanno molto presto. —

PAOLO FRANZÓ

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