Gioco
Lega e Federazione ai ferri corti: Frugoni si dimette e invita le società a ribellarsi
Convenzione e comunicazione al centro dell’incontro La Fisr taglia ancora i contributi, la Lnh insorge
MILANO
A due settimane dall’inizio del campionato di serie A1, con il prologo della supercoppa Italia già andato in onda, l’hockey pista sembra essere entrato nel caos.
Una frattura profonda fra la Lega nazionale hockey, che di fatto al momento sembra sparire e la Fisr, la Federazione italiana sport rotellistici. A incendiare la situazione è stata la riunione che si è tenuta all’Hotel Michelangelo di Milano: un confronto decisivo tra la Lnh del presidente Raoul Frugoni, la commissione di Lega delle società di serie A1 con i coordinatori nazionali Antonello Turle e Piero Tosi, e la Fisr, presenti il presidente Sabatino Aracu, il consigliere Paolo Centomo e il responsabile del settore tecnico Marcello Bulgarelli.
Lo scopo della riunione era verificare la volontà della Fisr di continuare a mantenere rapporti con Lnh attraverso la stipula della convenzione annuale, e successivamente di verificare i piani di comunicazione della Fisr stessa per la stagione in corso e per le stagioni a venire. Il presidente Frugoni con una nota ha scritto: «Nel merito le risposte della Fisr sono state considerate inique, a fronte di precise richieste di Lnh di mantenere un rapporto convenzionale che non fosse umiliante: la risposta di Fisr è stata di ulteriori decurtazioni economiche rispetto agli anni precedenti, con l’obbligo di mantenere gli impegni. Un atteggiamento umiliante da parte di Fisr nei confronti di Lnh che rappresenta il 90% di tutte le società di serie A e B. È inaccettabile l’atteggiamento Federale – scrive sempre Frugoni – anche in funzione delle esose tassazioni che vengono operate a danno delle società di hockey pista, senza che vi sia nessun ritorno alle società stesse di quanto viene erogato alla Fisr; anzi ci si trova di fronte a una posizione che tende a non restituire neanche parte dei soldi incassati dalla Fisr, dai club di serie A e B di hockey pista». Un vero clima da battaglia dunque, con il presidente Frugoni che oltre a dimettersi per favorire la nascita di una miglior rappresentanza, invita le società a “ribellarsi”: «Rivolgo una chiamata alla mobilitazione generale per la commissione delle società di A1 e quelle di A2 e B – scrive ancora Frugoni.
Nei prossimi giorni si procederà alla nomina del coordinatore di Lnh, per esaminare l’atteggiamento federale di grave chiusura nei confronti della nostra associazione, una posizione mai assunta da parte della Federazione fin dal 1983, anno in cui venne riconosciuta e finanziata ufficialmente la Lnh».
Secondo Lnh «è in gioco l’autonomia decisionale da parte delle società, la loro rappresentanza e la gestione dell’attività. È evidente il tentativo di soffocare la voce delle società. E i club devono sapere che le risorse economiche versate nelle casse federali, sono le stesse che fino al 2014 consentivano alla Lnh di svolgere una proficua attività agonistica e di comunicazione, scelte dall’assemblea delle società». —
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