Gioco
Un avvio senza delusioni anche se il Grifone deve migliorare in difesa
A Piombino la retroguardia è stata spesso messa in difficoltà specie con le palle lunghe Il passaggio del turno di Coppa appare comunque già in tasca
GROSSETO
Meglio di un anno prima, anche se con fatica e nel contesto di una gara dai due volti, il Grifone si presenta sul palcoscenico della nuova stagione senza deludere.
Già in tasca il passaggio del primo turno in coppa (ritorno il 12 settembre alle 20. 30, allo Zecchini), la squadra di Miano può pensare e concentrarsi solo sul campionato e sul debutto di domenica prossima in casa della Pontebuggianese. «Ripartire dal secondo tempo di Piombino”, hanno ribadito in coro tutti, nel dopo gara del Magona, da mister Miano passando per tutti i giocatori. Consapevoli, in toto, del pessimo primo tempo disputato. Diciamo insomma che, se lo spirito è quello appunto dei secondi 45 minuti di Piombino, l’impressione è quella che la squadra possa essere sulla strada giusta per confermare pronostici e ambizioni.
Dopo di che, è chiaro che c’è ancora tanto da lavorare, su più situazioni. A cominciare da dietro, dove in più occasioni la retroguardia biancorossa è stata messa in difficoltà, nessuno escluso, soprattutto con la palla lunga, che poi sarà spesso il tema offensivo delle avversarie di turno dei torelli. Ma anche la fase offensiva non può appoggiarsi tutta quanta sulla grinta. La qualità degli uomini in mezzo al campo può e deve fare la differenza anche attraverso il gioco e principalmente si deve trovare il modo di mettere Andreotti (lo scorso anno, ricordiamo, capocannoniere del campionato), nelle condizioni ottimali per andare a rete. Cosa praticamente mai successa al Magona, col centravanti biancorosso costretto a un pomeriggio di sportellate col centrale livornese.
Non va dimenticato che comunque, la vittoria è arrivata quando il Grosseto era in superiorità numerica, ma soprattutto grazie a due palle inattive e agli assist precisi di Pierangioli, prima per Ciolli, poi per Gorelli. E poi c’è Molinari, al quale bastano spesso pochi minuti per timbrare la partita. Uno che prima o poi, continuando così, una maglia da titolare se la prenderà a suon di prestazioni, costringendo Miano a scelte non semplici. Come quella di tenere fuori Boccardi, altro giocatore che davanti può mettere in difficoltà chiunque. Vincere, è comunque l’unica cosa che conta, ricordava spesso qualcuno e allora, buona la prima. —
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