La protesta
Ultima delusione “azzurrina” C’è solo una medaglia di legno
Bruciante sconfitta con la Repubblica Ceca nella finale per il terzo posto Ancora una volta i ragazzi di Cortese crollano nella parte conclusiva della gara
GROSSETO. L’Italia si vede sfuggire di mano anche l’ultimo obiettivo rimasto agli Europei under 18 che si sono conclusi ieri sera allo stadio Jannella. Gli azzurrini di John Cortese si sono arresi ieri mattina alla Repubblica Ceca (4-3) nella finale per il terzo e quarto posto. Il bronzo avrebbe reso meno amara la conclusione del torneo, ma Bertossi e compagni l’hanno accarezzato solo per qualche ripresa, prima di un ottavo inning da dimenticare che ha cambiato il volto alla gara ed ha permesso ai cechi di rimontare l’1-2 e trasformarlo in un 4-2. A nulla è servito il terzo punto italiano, con la Repubblica Ceca che è riuscita a conservare il tesoro accumulato nella penultima ripresa.
Come era già successo in tutta la manifestazione l’Italia ha fatto registrare un calo di tensione. Basta analizzare i punti fatti e subiti dagli azzurri divisi in tre terzi. Nel primo terzo il bilancio è di 20-5, nel secondo terzo il saldo è ancora attivo (22-11), mentre dal settimo al nono inning la squadra ha segnato solo un punto (contro la Repubblica Ceca) e ne ha subiti la bellezza di 23. E questa discontinuità, il calo di rendimento nelle riprese finali è una delle cause del fallimento azzurro, insieme al comportamento insufficiente del monte di lancio, che proprio nel finale ha concesso troppo agli avversari.
Contro l’Olanda ci si era lamentati per le undici basi ball (27 in tutto il torneo). Contro la Repubblica Ceca Dall’Agnese e Battioni non ne hanno concesse, ma stavolta è stata la difesa a tradire, con quattro errori commessi.
La Repubblica Ceca è passata in vantaggio al 1° inning con una valida di Aschermann, ma il corridore che ha segnato è arrivato a casa su un errore. L’Italia ha pareggiato i conti al 4°: triplo di Gabriele Angioi a destra e volata di sacrificio di Bertossi che lo porta a casa. Lo stesso Angioi dà il via al raddoppio: l’interbase cagliaritano batte valido, avanza in seconda sulla base a Bertossi e va a punto sul singolo di Daniel Monti (ieri il migliore degli azzurri a 3/4).
Gabriele Dall’Agnese domina gli avversari, con autorità, controllo e ottima gestione dei lanci. Alla fine del settimo inning viene richiamato in panchina con 78 lanci e appena quattro valide al passivo. Tutto lascia presagire un successo per l’Italia, ma all’ottavo Tommaso Battioni non riesce a confermare il vantaggio. Il primo battitore ceco, Hudecek, è in prima per un errore del lanciatore e Hrejcirik si salva per un’interferenza del ricevitore Da Re. Un errore di Angioi carica tutti i cuscini, senza neppure un eliminato e fa segnare due punti. Il bunt di Blazek porta a casa il 4-2. Nell’ultimo disperato attacco l’Italia riesce solo a portare a casa Real Sanchez con le valide di Monti e Servidei, una palla mancata e un errore. La battuta di Da Re sul seconda base, però, fa svanire l’ultima speranza di evitare una medaglia di legno pesantissima da indossare. —
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