Il Tirreno

Grosseto

«Coppa Passalacqua, peccato soltanto per le intemperanze»

di Stefano Fabbroni
«Coppa Passalacqua, peccato soltanto per le intemperanze»

Francesco Luzzetti stila il bilancio dell’edizione n.44 «Anche quest’anno il torneo ha esercitato un forte richiamo»

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GROSSETO. Conclusa la 44ª edizione della coppa Bruno Passalacqua, è tempo di bilanci per Francesco Luzzetti, presidente del comitato organizzatore, il Milan Club Passalacqua. La più ricca di sempre in quanto a marcature: 170 sono state le reti segnate accompagnate da bel gioco, individualità (spicca Shoon Molinari, centravanti del Grosseto campione in carica e capocannoniere del torneo con 12 reti) e tanto pubblico sulle tribune.

«La finale ha dimostrato come la coppa, anche quest’anno, sia stata combattuta – spiega – con il 4-3 del Grosseto sul Gavorrano, ovvero di fronte le due squadre più forti del torneo». Non solo aspetti tecnici da apprezzare ma Luzzetti celebra anche chi ha onorato la coppa ed il calcio e la manifestazione dentro e fuori dal campo: «Siamo contenti noi così come lo sono le società finaliste che si sono comportate egregiamente».

Sull’aspetto disciplinare c’è però da fare qualche appunto: «È andata bene fino ad un certo punto, forse a causa della tensione in campo nei quarti di finale si sono registrati un paio di episodi poco edificanti: senza questi sarebbe filato tutto liscio». Il riferimento è a qualche espulsione (e strascico polemico) evitabile nella fase ad eliminazione diretta ma il fascino del Passalacqua non ne viene intaccato: anche quest’anno tantissime presenze sugli spalti culminate con le oltre 700 della finale di mercoledì. «Gli spettatori aspettano questo torneo e, nonostante le critiche che ogni anno sorgono e sentiamo, anno dopo anno resta sempre un grande richiamo per i maremmani sportivi e non».

È stata un’altra esperienza da ricordare per Luzzetti, decano dell’organizzazione del Passalacqua, che non depone le armi e anzi guarda avanti: l’edizione 2019, la 45ª, vedrà confermare la formula (di successo) a gironi e ad eliminazione diretta. Ma ad essere cambiati, in questi anni, sono stati solo i giocatori, a cui il Milan Club è legato indissolubilmente: basti pensare che nel 2005, alle 30ª edizione, fu organizzato il “revival” della prima finale giocata nel 1975 tra Grosseto ed Orbetello. «Il ricordo del Passalacqua resta in tutti i ragazzi. Come iniziammo? Eravamo – racconta – un gruppo di amici ed io venni contattato dall’allora dirigenza del Milan Club che voleva una mano per allestire un torneo giovanile: partimmo con gli allievi e, dopo qualche edizione, coinvolgemmo gli juniores. Negli anni ci sono state persone che sono venute a mancare e difficoltà che abbiamo superato. Su tutte ricordo quando nel 2008 siamo rimasti senza campo sportivo una volta cessato lo “storico” Monterosa: se non avessimo trovato quest’area dove far costruire il campo in sintetico, sette anni fa, il Passalacqua sarebbe morto» .

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