Il Tirreno

Grosseto

«Voglio vedere gli occhi della tigre nei miei giocatori»

di Enrico Giovannelli
«Voglio vedere gli occhi della tigre nei miei giocatori»

Gavorrano, il dg Vetrini dopo il ko di misura a Gorgonzola «Dobbiamo tornare a giocare con tranquillità»

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GAVORRANO. «Basta pensare a fare calcoli salvezza. Voglio tornare a vedere gli occhi della tigre nei miei giocatori, la rabbia agonistica che avevamo avuto almeno per un paio di mesi consecutivi. Sabato contro la Pistoiese dobbiamo solo pensare a giocare al massimo delle nostre possibilità, senza ascoltare i risultati che arrivano dagli altri campi. Poi al novantesimo faremo i conti».

La sconfitta nella giostra del gol rimediata dal Gavorrano a Gorgonzola contro il Giana Erminio, di fatto ha cambiato poco la situazione in classifica, a una sola gara dalla fine del torneo di serie C. E il direttore generale del Gavorrano Filippo Vetrini, con il suo pensiero commentando la prestazione dei suoi in Lombardia, vuole togliere pressione alla squadra. «Dobbiamo tornare a giocare con tranquillità e ritrovare la fiducia – ha continuato il dg – cosa che nelle ultime gare non ho più visto. Forse a parlare troppo di gare decisive e di partite salvezza, l’ambiente si è responsabilizzato più del dovuto. Ricordiamoci bene quello che questa squadra nella seconda parte del campionato è riuscita a fare, dopo l’inizio con le sette sconfitte consecutive che sembravano una vera condanna. Oggi invece – dice convinto Vetrini – siamo ancora qui a parlare di punti salvezza e di una stagione che potrà regalare tante emozioni. Ecco, sfido chiunque a riavvolgere il film del campionato, a prevedere un finale del genere tre-quattro mesi fa. Ora dobbiamo pensare solo al campo».

Contro il Giana Erminio i rossoblù di Giancarlo Favarin hanno forse buttato al vento dei punti: il 4-3 per i padroni di casa la dice lunga di che match sia stato al Città di Gorgonzola. Purtroppo i minerari hanno pagato a caro prezzo le solite amnesie difensive, che sono tornate a farsi vedere. Di cose positive però l’undici unionista le ha fatte anche in questa gara. Barbuti per esempio è andato finalmente in rete, sfatando contemporaneamente due tabù: segnare il suo primo gol appunto, e poi trasformando un rigore, cosa che stava diventando “pesante” per i maremmani con i tanti tiri dagli undici metri falliti nelle ultime gare. La voglia di fare dei ragazzi in maglia rossoblù non è mancata mai, concetto ribadito dallo stesso Vetrini, però serve qualcosa in più. Come detto dal dg inutile fare calcoli: in base ai vari risultati il Gavorrano potrebbe salvarsi direttamente (oggi è al terz’ultimo posto con 33 punti, davanti al Cuneo a 32 e al Prato ultimo a 26, e dietro all’Arezzo a quota 34). E allo Zecchini sabato, almeno in tribuna, un orecchio sarà rivolto alle notizie dei risultati delle squadre pericolanti, sia per sapere se i rossoblù avranno avuto la possibilità di coronare un sogno o di essere costretti a passare dai playout per conquistarlo.

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