La manifestazione
Eppure le trasferte restano ancora un tabù
Serie C: il Gavorrano non vince lontano da casa da quasi un anno. Giovedì big match con il Cuneo
GAVORRANO. Il Gavorrano si prepara al big match di giovedì con il Cuneo, dopo essere uscito imbattuto dalla trasferta di Arezzo (0-0) nella 31ª giornata del campionato di serie C. Le trasferte continuano ad essere un tabù per i rossoblù. I tre punti lontano dalle mura amiche mancano dallo scorso campionato in serie D per la formazione maremmana, da quasi un anno esatto, era il 23 aprile e a Recco finì 3-1 per i minerari. Questa volta però è andata anche bene se si valuta il match: Brega e compagni, hanno costruito poche occasioni per andare in vantaggio e quelle più nitide sono invece capitate ai padroni di casa.
A fine partita il direttore generale Filippo Vetrini rompe il silenzio stampa e si concede ai microfoni dell’emittente televisiva Tv9, evidenziando anche lui che la squadra non gli è piaciuta del tutto. «L’unica connotazione positiva del pomeriggio – attacca il dg – è che abbiamo preso un punto. Ho visto un Gavorrano brutto, impaurito. L’Arezzo è in una condizione nella quale noi potevamo osare di più e prendo il buono da questa gara, il punto conquistato e ce lo teniamo stretto».
Sulle assenze Vetrini non si nasconde: «Sì è vero, a noi mancava Vitiello, che per la nostra manovra è sicuramente un giocatore fondamentale, ma anche nell’Arezzo erano assenti diversi giocatori, su tutti Moscardelli e forse avevano dei problemi più importanti dei nostri. Un pochino di più però potevamo fare, abbiamo giocato con il freno a mano tirato, e c’è andata bene su alcune occasioni importanti dei padroni di casa». La domanda sul perché il Gavorrano fuori casa non riesce a vincere è dunque spontanea, e anche in questo caso il direttore dei rossoblù fa una considerazione semplice: «Se l’ultima volta che abbiamo vinto è stato un anno fa (a Recco appunto), evidentemente qualche problemino lontano dal nostro campo l’abbiamo. La palla scotta in partite del genere, visto che siamo al rusch finale del campionato. Comprendo l’atteggiamento dei ragazzi, anche se volevamo certamente i tre punti». Il discorso vira ovviamente sulla classifica, che vede l’undici di Giancarlo Favarin sempre al penultimo posto, ma con i punti con chi sta davanti che si sono ulteriormente accorciati: «Si effettivamente abbiamo guadagnato una lunghezza sul fanalino Prato e sul Cuneo. Però quando non c’è la prestazione è difficile fare un’analisi concreta. In casa, allo Zecchini, abbiamo fatto sempre meglio, però – ripete Vetrini – i ragazzi in questa partita proprio non mi sono piaciuti – Ora non abbiamo il tempo di rifiatare, visto che giovedì abbiamo un’altra gara fondamentale contro il Cuneo che deciderà buona parte del nostro futuro».
Sulle polemiche della querelle del fallimento dell’Arezzo e delle partite rinviate oggetto sugli spalti di alcuni striscioni, il dirigente unionista afferma serafico: «Si mi è stato detto, ma io non l’ho visto, ed ha a quanto c’era scritto era abbastanza spiritoso. La tifoseria dell’Arezzo ha dato dimostrazione di grande civiltà. Le parole che noi abbiamo usato nei giorni scorsi, è chiaro che sono state ben interpretate e non c’era nulla contro l’Arezzo ma solo sulla sua situazione. Sarebbero state usate identiche affermazioni verso qualsiasi altra squadra. Anzi, abbiamo il massimo rispetto per un gruppo, quello aretino, che pur in mezzo a mille difficoltà ha continuato ad allenarsi. E con grande rispetto alla città di Arezzo che ha dato una mano in senso economico».
Giovedi intanto non ci sarà Borghini, squalificato.
Enrico Giovannelli
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