Il Tirreno

Grosseto

Motocross, passione per tutti

di CLAUDIA GUARINO
Motocross, passione per tutti

Ieri a Borgo Santa Rita la prima giornata di gare del campionato regionale di Federazione

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Il suono è quello, inconfondibile, dei motori. Riecheggia nell’aria permeando l’atmosfera. Alcuni rombi sono vicinissimi. Altri, invece, appena più lontani. L’odore, invece, è quello del carburante. Forte, pungente. Si insinua nelle narici portando alla mente sensazioni dimenticate. Le moto appaiono una dopo l’altra, all’orizzonte. Alcune in gruppo, altre solitarie. Gli atleti le guidano oltre i dossi, lungo le curve, attraverso le pozze d’acqua. L’obiettivo è uno solo: arrivare al traguardo e, se possibile, farlo prima degli altri.

Perché il motocross è competizione. Ma, prima di tutto, è una passione che non ha limiti di età.

Ieri, infatti, al crossodromo di Santa Rita, in occasione del campionato regionale di Federazione, organizzato dal Motoclub Pmt Racing, c’erano proprio tutti: dai bambini di otto anni fino agli ultra cinquantenni. In 180 hanno partecipato alle varie gare, distribuite nel corso della giornata. Qualcuno per arrivare sul gradino più alto del podio, qualcun altro, invece, semplicemente per divertirsi.

E così, alle 8.30 del mattino, le moto hanno iniziato a muoversi attraverso la pista. Conto alla rovescia e, via, oltre i blocchi di partenza, a sfrecciare sulla terra di Santa Rita.

Prima per le prove libere cronometrate e, poi, per la competizione vera e propria. In tutto ci sono state 14 partenze, per un totale di sette categorie in gara, organizzate a seconda dell’età, per gli amatori, e del ritmo di gara, per i professionisti.

A chi decide di iscriversi al campionato regionale è assegnato un punteggio, in base al piazzamento raggiunto nelle varie gare, le quali si basano su otto prove, distribuite in altrettanti fine settimana. Quella che si è svolta ieri è stata, dunque, la prima tappa del torneo, caratterizzata da molti salti e qualche caduta.

A osservare la competizione, tifando per i centauri, c’erano parenti, amici e, soprattutto, tanti bambini, molti dei quali in gara a loro volta.

«I più piccoli spesso ereditano la passione per il motocross dai genitori – dice Giampiero Brunelli, vicepresidente del Motoclub Pmt Racing – Quindi, diciamo, è qualcosa che hanno nel dna fin dalla nascita. Dare gas e sentir rombare il motore, poi, è qualcosa che li fa divertire molto e l’entusiasmo che hanno quando sono in sella è qualcosa che traspare chiaramente. Basta guardarli».

In piedi lungo le piste del crossodromo, oppure seduti sulle cunette di terra che circondano il tracciato, i piccoli motociclisti, avvolti nelle loro tute colorate, discutono tra loro delle gare dei grandi. E poi tutti in pista, con le loro piccole moto a gareggiare sul terreno sconnesso.

I grandi invece, professionisti e non, tra una partenza e l’altra, riposano lungo il perimetro. Parlano tra loro e sorridono. Qualcuno si alza dalla moto e si stira. Qualcun altro passeggia. L’atmosfera è giocosa, ma la competizione si sente. Ognuno vuole dare il massimo.

«Vai Ale, forza!», grida una signora a bordo pista. Perché la passione è ciò che guida, ma ottenere un buon piazzamento, certo, non dispiace affatto.

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