Attenzione
Follonica entra di diritto nella leggenda
Hockey Eurolega, echi del pareggio imposto alla corazzata Barcellona. Coach Mariotti: «Finalmente la mentalità giusta»
FOLLONICA. Accanto al Reus, al Vic, al Noia e al Liceo La Coruna quest’anno c’è anche il Follonica. Sono le uniche cinque squadre che in stagione sono riuscite a fermare il Barcellona, altrimenti sempre vincente nei confronti di qualsiasi avversario nelle gare di campionato e coppa disputate fino ad oggi.
Il sontuoso 3-3 con cui Pagnini e soci sono riusciti a mantenere imbattuto un Capannino stellare per tifo ed entusiasmo entra di diritto nelle partite da leggenda dei colori azzurri nonostante, in passato, gli azulgrana abbiano perso per tre volte in riva al golfo. Ma questo, escluso il passaggio di turno in Champions League del 2005, è il pareggio che più ha reso orgogliosi di essere follonichesi i protagonisti in campo e i 1200 in tribuna. Con una squadra distante anni luce per stipendi, classe, centimetri e chili, gli azzurri sono riusciti a tenere a bada le stecche dei catalani ed alla fine, negli occhi di più di un giocatore, emergeva addirittura il rammarico per non essere riusciti a fare qualcosa in più.
Da leggenda rimarranno gli ultimi tre minuti di partita che sabato sera hanno annichilito la corazzata blaugrana, evidentemente non a suo completo agio sulle mattonelle del Capannino. Il primo spunto è stato però l’allucinante assenza, causa mancata designazione, dei due arbitri ausiliari al tavolo, sostituiti in extremis dai follonichesi Alessio Casini e Valerio Moretti catapultati in un attimo dalla tribuna al recinto atleti. Un contrattempo che avrebbe del comico se non fosse un quarto di finale di Eurolega… In pista invece lo spettacolo non è mancato con il Barcellona a fare da mattatore e il Follonica stavolta bravo a reggere e a sfruttare le occasioni costruite.
«Il Capannino è stato da sempre duro per il Barcellona – spiega il tecnico azzurro Enrico Mariotti – e per tante altre squadre, contro una curva come la “Gloriosa” di sabato non è facile giocare. Anche stavolta abbiamo dimostrato che nello sport non c’è niente di impossibile: sabato abbiamo messo in pista una mentalità molto competitiva, non abbiamo mai mollato ed anche quando siamo stati in svantaggio abbiamo sempre giocato per cercare il pareggio. Siamo stati bravi nelle poche occasioni costruite a segnare gol importanti, forse non c’è da recriminare perché loro hanno avuto tante occasioni, ci hanno pressato per tutta la partita e Menichetti è stato straordinario ma se analizzo le loro reti su un rigore, un tiro deviato e un errore nostro su un cambio forse un po’ di rammarico rimane. I ragazzi hanno raggiunto finalmente una mentalità vincente, il lavoro principale è stato fatto sull’aspetto psicologico e sulla maniera di interpretare le partite credendo nei propri mezzi, abbiamo dato prova di carattere e di maturità altrimenti non riesci ad essere competitivo contro una corazzata come il Barcellona».
Non è mancato nemmeno il gol dell’ex, l’1-3 di Lucas Ordonez che sembrava aver chiuso i conti nel secondo tempo. «Mancavo da Follonica da nove anni – le parole dell’attaccante argentino – sapevamo che sarebbe stato difficile, il Follonica non ha vinto la coppa Italia per caso, sabato si è dimostrato una squadra molto forte e soprattutto il pubblico è stato un fattore decisivo. Adesso dobbiamo lavorare bene perché al Palau sarà altrettanto complicato».
Nel resto dei quarti di Eurolega, vittoria di misura 3-2 del Benfica sul Porto, blitz esterno 2-3 dello Sporting in casa dell’Oliveirense recuperando dal 2-0 e infine netto successo del Liceo La Coruna sul Reus per 4-1.
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