Il Tirreno

Grosseto

Nove finali giocate e nove vittorie Sì, è “Hockey city”

di Michele Nannini
Nove finali giocate e nove vittorie Sì, è “Hockey city”

Azzurri implacabili, la legge è confermata Capitan Pagnini: «È solo un punto di partenza» 

3 MINUTI DI LETTURA





FOLLONICA. Il giorno dopo la nona sinfonia rimane in bocca il sapore buono delle cose fatte in casa e che, quando riescono, danno ancora più soddisfazione.

È un mix di emozioni che da tanto tempo non albergavano in riva al Golfo e che la nona Coppa Italia della storia azzurra vinta al Capannino domenica pomeriggio ha fatto esplodere in tutto il suo fragore. Ed ha spiegato meglio di tante parole, ancora una volta a tutti, come mai Follonica è l’unica città a potersi fregiare del titolo di Hockey City. Tanti sono stati i record e le notazioni statistiche che la sfida vinta contro il Forte dei Marmi ha portato con sé.

Intanto c’è la conferma che quando il Follonica arriva in finale di coppa Italia alla fine vince sempre: nove finali giocate e nove vittorie, l’ultima arrivata proprio a quaranta anni dal primo successo del 1977 i cui protagonisti sono stati premiati venerdì sera al Capannino in un ideale lunghissimo passaggio di consegne fra una squadra del tutto autarchica ed una nella quale la componente follonichese ha inciso come mai è successo da quei tempi. In tema di novità è stata la prima volta che la squadra organizzatrice della final eight ha portato a casa il trofeo; è stata anche la prima volta che l’ottava classificata del tabellone (fra l’altro in extremis con il sofferto pareggio casalingo contro il Monza) ha vinto la coccarda tricolore; è stata infine la quinta vincitrice diversa nelle ultime cinque edizioni. Con 16 gol segnati nella final eight il Follonica ha inoltre il miglior attacco della storia della coppa con questa formula.

Il successo numero nove in coppa Italia ha però radici che si perdono anche nel periodo d’oro degli Immarcabili. I protagonisti made in Follonica di questo trionfo sono gli stessi che, da ragazzi, ad inizio del nuovo millennio vedevano i loro idoli alzare coppe e trofei in giro per l’Europa: quei ragazzi sono diventati i campioni di oggi capaci di riportare un trofeo in Maremma, situazione che capitava spesso a quella squadra irraggiungibile una delle cui colonne era Enrico Mariotti, decisivo quando giocava in pista tanto quanto adesso che siede in panchina. Il giocatore italiano più titolato al mondo si sta avviando anche come allenatore a dimostrare tutto il suo valore visto che quella vinta domenica pomeriggio è la seconda finale consecutiva raggiunta e portata a casa dopo l’Eurolega 2017 dominata alla guida del Reus. Un successo che intanto ha già permesso di staccare il biglietto per un’altra finale, quella di supercoppa che aprirà la stagione 2018-2019 contro la vincitrice dello scudetto.

E nella gioia collettiva non bisogna dimenticare nemmeno il lavoro che ha fatto lo scorso anno Federico Paghi, anche lui altro follonichese capace di vincere qualcosa di importante da giocatore e da tecnico, che quasi con la stessa squadra (c’era Marinho al posto di Martinez) portò gli azzurri alla semifinale scudetto iniziando a porre le basi del trionfo di domenica scorsa. Brividi e commozione nel finale quando i giocatori hanno srotolato uno striscione per dedicare la vittoria ad Alessio Galgani, il tredicenne follonichese scomparso un anno fa. Adesso però, come ha detto Federico Pagnini subito dopo aver alzato la coppa, la stagione continua.

«Questo non è un punto di arrivo, la stagione è ancora lunga e non può finire con la Coppa Italia». Già, perché sabato ci si rituffa nella routine con l’arrivo al Capannino del Thiene, a caccia di punti preziosi per rafforzare la classifica in vista dei play off scudetto. Mentre a fine marzo sarà il momento di un’altra esaltante doppia sfida, l’assalto (quello sì davvero proibitivo) al Barcellona campione di Spagna e che nelle ore in cui il Follonica vinceva “la nona” portava a casa l’analoga coppa del Rey in patria. Perché ad Hockey City non ci si ferma mai.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web