Sicurezza
Santucci: «Ciao Nazionale» Il supercampione si ritira
Pattinaggio: ha comunicato la decisione dopo l’ennesimo successo in azzurro Più di 30 le medaglie conquistate: «Mi sembra impossibile aver vissuto tutto questo»
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Non può essere un addio ma solo un arrivederci. Marco Santucci, il pluricampione del pattinaggio mondiale, europeo e italiano, la punta di diamante dell’Hockey club Castiglione che ha portato con orgoglio e vanto il nome del suo paese in giro per tutte le latitudini del globo, ha detto basta.
Il super atleta, idolo incontrastato per generazioni di promesse, ha voluto chiudere come ha iniziato la carriera: con un successo. Quando Santucci ha partecipato (nel suo percorso sportivo molti gli infortuni, anche pesanti) alle competizioni internazionali è stato una sicurezza: una medaglia è sempre tornata con lui a casa. La decisione di fermarsi con la maglia azzurra Marco l’ha presa al campionato del Mondo a Nanjing. In veste di “capitano” degli azzurri Santucci ha messo prima al corrente il ct Fabio Hollan, poi i suoi compagni di squadra: «Ho detto semplicemente “mi ritiro” – ha raccontato Marco – al termine di una incredibile trasferta, confidandolo anche alla mia “maestra” Laura Ferretti, e ho semplicemente ringraziato tutti, perché avevano reso l’ultima esibizione qualcosa di unico».
Nelle prossime convocazioni dunque il nome di Marco non ci sarà, ma il campionissimo, fisico statuario, eleganza nei movimenti infinita e senza eguali, è consapevole che poteva accadere prima o poi: «Dal 2002 esordio in Coppa Italia al 2017 ho vestito la maglia della nazionale in oltre 30 eventi ufficiali – sottolinea – totalizzando più di 30 medaglie (33 per l’esattezza) contando i soli campionati europei e mondiali. Tirando le somme di un’intera vita dedicata alle rotelle, sembra quasi impossibile aver realizzato tutto questo. E se è difficile crederci dopo aver vinto tanto, non posso che ringraziare chi ha creduto in me fin dal principio come i miei genitori, quando ancora le medaglie non c’erano, mia sorella Alessia e tutta la mia famiglia. E l’altra mia famiglia, quella sportiva: tutto l’Hc Castiglione, in primis Marcello Pericoli e Silvana Zenobi, che considero come veri e propri zii. Non penso invece che riuscirò mai ad esprimere l’affetto che mi lega a quella che è la mia mamma del pattinaggio: Silvia Vannuccini, e dopo più di 20 anni potessi tornare indietro a quando lei mi passava a prendere sotto casa per andare ad allenarmi al Casa Mora beh, rifarei tutto». Marco era rimasto l’unico singolarista in competizione della sua generazione, dimostrando una grande longevità nel conquistare l’oro ai campionati europei di Roana e appunto l’argento ai campionati del mondo di Nanjing 2017, nell’ultimo anno di competizioni.
Enrico Giovannelli
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