Sicurezza
Grifone, e se fosse la partita della svolta?
Espugnare il campo della Pontebuggianese potrebbe riaprire i giochi vista la difficoltà degli impegni delle battistrada
GROSSETO. Vigilia di una partita che potrebbe essere quella di una svolta clamorosa per il campionato del Grifone. I biancorossi infatti, se domani dovessero riuscire a espugnare il campo della Pontebuggianese, potrebbero riaprire completamente tutti i giochi in vetta alla classifica, viste le indubbie difficoltà che attendono sia la Cuoiopelli che il Sangimignano, rispettivamente a Castelnuovo Garfagnana e a San Miniato.
Lo sa bene mister Andrea Danesi, che porta avanti il suo silenzio stampa personale (salvo ripensamenti odierni) e che sul campo lavora come un martello con la squadra, cercando da ogni giocatore il massimo dell’impegno e della determinazione. Nella gara di andata i biancorossi s’imposero per 4 reti a 2, con tripletta di Vegnaduzzo e acuto di Coli, nel frattempo tornato all’Albinia. Rispetto ad allora, il Grifone scenderà in campo identico nella formazione iniziale per ben 8 undicesimi. Privo come è noto, di Raito, Ciolli e De Carolis, oltre che degli infortunati di lungo corso, Danesi non dovrebbe riservare particolari sorprese. Mesinovic insomma tornerà titolare al centro della difesa, mentre un dubbio potrebbe esserci tra Cosimi e Boccardi, col primo che sembra però favorito per la maggiore propensione ad adattarsi come centrocampista.
Vincere per mettere pressione sulle due davanti. Questo è l’imperativo per il Grifone. Cercando, come domenica scorsa, di non pensare più a quello che è stato e alle mille occasioni gettate al vento. Anche perché i rimpianti non portano punti in classifica. Biancorossi che fanno leva prima di tutto sulla propria solidità difensiva, con il miglior reparto del campionato che sfida un attacco che segna 1. 3 gol a partita di media e che ha il miglior realizzatore in Baronti, autore di appena 5 dei 29 gol segnati. Tutto ciò però significa che i padroni di casa sanno andare in gol in più modi e con giocatori diversi. Il che presuppone una maggiore attenzione, non solo agli altrui attaccanti.
Ma il comunale “Sandro Pertini” è uno stadio di dimensioni grandi. Di quelli insomma che il Grosseto preferisce e dove meglio riesce a sviluppare la propria manovra offensiva. Una squadra, quella biancorossa, che anche dopo il cambio in panchina non ha mutato quella sua propensione volta alla costruzione del gioco, malgrado la categoria sia molto meno tecnica di quanto spesso proposto sul campo. Di contro, una difesa che ha subito 29 gol e che tutto pare meno che impenetrabile.
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