Il Tirreno

Grosseto

Fine mese di fuoco per il Grosseto Cinque match, Coppa compresa

di Paolo Franzò
Fine mese di fuoco per il Grosseto Cinque match, Coppa compresa

Mercoledì 21 (in casa) e il 28 le gare di ottavi contro la Folgore Rubiera, ancora da scegliere l’orario Mario Ceri: «Vogliamo raggiungere la semifinale. E in campionato i playoff sono l’obiettivo minimo»

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GROSSETO. Sarà un fine mese di fuoco per il Grifone, che da ieri sera conosce le date delle gare di andata e ritorno degli ottavi di finale di Coppa Italia con la Folgore Rubiera. Partita di andata allo Zecchini, mercoledì 21 febbraio. Ritorno in Emilia una settimana dopo, il 28 febbraio. Cinque gare in due settimane, contando anche quelle di campionato, con Pontebuggianese (fuori), San Marco Avenza (in casa) e Poggibonsi (fuori). A quel punto, saranno rimaste solo 4 gare di campionato e sarà importante uscirne almeno con in mano la qualificazione ai quarti di finale.

«Teniamo molto alla Coppa Italia – commenta il patron biancorosso, Mario Ceri – sarebbe importante almeno raggiungere la semifinale. Dopo, si dovrà vedere quali squadre saranno rimaste in corsa. Ad oggi ci sono più squadre negli ottavi che sono in testa ai rispettivi campionati. È chiaro che se non dovessimo riuscire a vincerla, ma dovessimo arrivare dietro a squadre che la serie D l’hanno però conquistata in campionato, a quel punto sarà importante essere arrivati più avanti possibile».

Riflessione assolutamente corretta, con la doppia sfida con il Rubiera che quindi assume già da oggi connotati estremamente importanti. Così come lo sarà la scelta dell’orario di gara, essendo un giorno lavorativo, al fine di cercare di avere più pubblico possibile.

Intanto però, c’è da mettere a fuoco la gara di domani pomeriggio allo Zecchini, contro il Castelnuovo Garfagnana. Un avversario ostico non solo storicamente e che richiederà la massima attenzione e tutta la concentrazione possibile da parte di un Grosseto che non può più distrarsi neppure in campionato. Se da una parte infatti è vero che il primo posto ormai sembra solo una chimera lontana, c’è da stare molto attenti a non scivolare oltre i 10 punti di distacco dalla seconda in classifica, pena l’uscita anche dai playoff. «Non scherziamo – prosegue Ceri – l’obiettivo minimo dei playoff deve essere assolutamente raggiunto. Domani ci giochiamo una partita molto difficile e lo sappiamo. Per altro, dovremo farlo anche con i giocatori un po’ contati, visto che Molinari e De Carolis sono stati male tutta la settimana, mentre Raito ha lamentato un forte mal di schiena. Comunque sono fiducioso nel lavoro del nostro allenatore, che immagino andrà avanti sulla falsariga vista domenica scorsa e poi di giocatori validi in rosa ce ne sono tanti, anche per ovviare a queste assenze».

Che squadra spera di vedere in campo dopo le ultime delusioni, non tanto come nomi, quanto come spirito? «Vorrei vedere almeno l’atteggiamento del primo tempo di domenica scorsa. Quello che invece mi preoccupa, è la tenuta fisica della squadra, che sembra non averne per giocare a un certo ritmo per tutta la gara».

Ma come si spiega questo calo sotto il profilo atletico? «In effetti me lo spiego male, dal momento che siamo anche partiti prima di tutti, con tanto di ritiro precampionato. Probabilmente, tra gli errori che abbiamo commesso, c’è stato quello di non aver preso un preparatore atletico. Ma mister Danesi mi dice che comunque si tratta di un gruppo di ragazzi seri, che in allenamento mettono il massimo impegno. Per cui, domani sarebbe importante prendere questi 3 punti. Per la classifica, ma anche per il morale».

Ai tifosi biancorossi, che non hanno mancato di mostrare qualche disappunto per una classifica lontana dalle aspettative, cosa vuol dire? «Di rimanerci vicini oggi più che mai. Ringrazio tutti quelli che lo hanno fatto sino ad oggi, nella speranza che capiscano quello che stiamo facendo con passione, soldi e tanto amore. Ma anche Roma non fu fatta in un giorno. Abbiamo senz’altro commesso qualche errore, ma chi non li fa? Piuttosto dispiace leggere qualche commento, secondo me decisamente ingeneroso».

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