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Bicchiere mezzo vuoto in casa Gavorrano dopo il pari col Prato

GAVORRANO. Non può essere che mezzo vuoto il bicchiere del Gavorrano: il pari interno contro il Prato (1-1), in una gara considerata da vincere a tutti i costi, ha lasciato purtroppo molta amarezza...

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GAVORRANO. Non può essere che mezzo vuoto il bicchiere del Gavorrano: il pari interno contro il Prato (1-1), in una gara considerata da vincere a tutti i costi, ha lasciato purtroppo molta amarezza nell’entourage rossoblù.

Molte le considerazioni e i distinguo da fare ovviamente, ma nel calcio alla fine si va a vedere principalmente il risultato e la posizione in classifica: sia minerari che lanieri in sostanza hanno fatto match pari, rimanendo a braccetto all’ultimo posto in classifica. Nel posticipo serale è arrivata almeno una buona notizia: il Pisa ha liquidato il Cuneo per 2-0, e la distanza dalla terz’ultima si è dunque ridotta: Gavorrano e Prato sono salite a 15 punti e piemontesi sono rimasti fermi a 21, con la Pro Piacenza, battuta ad Arzachena (3-0) a 24 che chiude il quartetto delle squadre oggi in piena zona playout, e che dovrebbero giocarsi gli spareggi per rimanere in categoria.

Nel dopogara contro il Prato le parole dei protagonisti maremmani non hanno lasciato dubbi su quello che doveva essere e non è stato. E anche il tecnico Giancarlo Favarin, squalificato e che ha lasciato il palcoscenico al suo secondo Giovanni Langella, in un fuori onda “rubato”, ha ammesso che alcuni giocatori appena arrivati hanno bisogno di lavorare e di mettere qualche partita nelle gambe, per avere una condizione fisica al top. Il Gavorrano purtroppo non può aspettare però molto. Ogni gara – è stato detto e ripetuto come un mantra – è una finale, e dunque non si possono sprecare le occasioni per mettere punti in cascina. In attesa allora di avere tutti al massimo della forma, non rimane che andare ad analizzare quanto di buono la squadra ha saputo esprimere. Lo spirito di gruppo sembra essere tornato quello dello scorso anno e anche quando il Prato ha rimontato il bel gol di Pippo Moscati, non c’è stato scoramento come avveniva in passato. La manovra per almeno un’ora di gioco è stata lineare e piena di iniziative. In difesa i meccanismi vanno sicuramente oliati, anche se Favarin ha già annunciato che incomincerà a lavorare su uno schieramento con 4 uomini, così da diventare se possibile più imprevedibili. A centrocampo le note liete, con Lorenzo Remedi per esempio che ora è diventato il faro della squadra: muscoli e fosforo per l’ex Modena, e peccato per quella rovesciata uscita di un soffio che poteva aver miglior sorte, per un eventuale gol da stropicciarsi gli occhi. Leandro Vitiello rimane il solito lottatore instancabile che da coraggio agli altri, e sulle fasce buona impressione per Giulio Favale, anche per lui finché ha avuto fiato, e Andrea Gemignani, un ambidestro che è stato anche sfortunato quando ha potuto tirare in porta. In avanti detto di Moscati che sta crescendo esponenzialmente, non ha demeritato nemmeno il neo capitano Cristian Brega, sempre pronto al sacrificio e alle sponde.

Enrico Giovannelli

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