Il Tirreno

Grosseto

Grifone, ora non perdere il treno playoff

di Paolo Franzò
Grifone, ora non perdere il treno playoff

L’ennesima delusione non ha di fatto compromesso la stagione: è ancora aperto anche il discorso Coppa Italia

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. C’eravamo tanto amati, per un giorno o forse più, ma di questo campionato il tifoso non ne può più...

Potremmo parafrasare così, il momento negativo del Grifone, prendendo in prestito parte del testo di una vecchia canzone. “Come pioveva” ne era il titolo, mentre qui, nel giardino biancorosso, il nubifragio pare appena cominciato. Non basta neppure l’ombrello di mister Andrea Danesi per riparare la squadra da un’altra settimana di critiche, dopo quelle che avevano fatto volar via Gigi Consonni, una settimana fa. Quattro punti gettati alle ortiche contro due avversarie che il Grosseto avrebbe dovuto spazzar via, almeno stando alle dichiarazioni d’intenti. Quelle restano sempre le stesse, in una sorta di ritornello che va avanti ormai da mesi, ma che di fatto non ha quasi mai trovato riscontri concreti sul campo, dove questa squadra ha sempre raccolto assai meno di quanto avrebbe voluto. Due gare di fila senza gol segnati, per una squadra che a conti fatti, se Vegnaduzzo non la butta dentro, l’ha sempre vista dura. Nove punti in meno della capolista, ma anche 12 gol in meno segnati rispetto a una Cuoiopelli che il Grifone aveva quasi matato in casa due mesi fa, salvo poi fare clamorosamente harakiri. E in mezzo allunga pure il Sangimignano, col rischio concreto di non arrivare neppure a fare i playoff.

Adesso, sarebbe sin troppo facile aprire processi per andare a cercare colpe, errori, responsabilità. Troppo facile, ma pure ingeneroso. Non dimentichiamo prima di tutto il percorso fatto da questa nuova società. Non dimentichiamo che disfare tutto, è assai più facile che non costruire, ma soprattutto sarebbe inutile. Mettiamo anche per assurdo che il prossimo anno il Grifone sia di nuovo ai nastri di partenza in Eccellenza; messa da parte l’inevitabile delusione, cosa vorreste fare? Forse qualcuno ha dimenticato la storia di questa squadra, o peggio, è ancora ebbro degli anni d’oro recenti, che però arrivarono soltanto grazie a una sorta di benefattore che fermatosi in Maremma per una quindicina di anni, portò il calcio grossetano la dove nessuno avrebbe mai neppure sognato di arrivare.

Oggi siamo in piena ricostruzione. O almeno, qualcuno sta tentando pur commettendo inevitabili errori di gioventù, di restituire una categoria dignitosa a una città che per la verità alla propria squadra ha invece sempre girato le spalle allorquando c’era da metter mano al portafoglio, salvo poi criticare anche aspramente quelli che i soldi ce li hanno messi per davvero.

Se proprio ci saranno dei conti da regolare, questo accadrà a fine stagione, se e quando tutto sarà perso. Oggi le cose non stanno ancora così. La Coppa Italia può e deve essere un obiettivo concreto. Non perdere il treno dei playoff, per quanto essi siano tortuosi, deve rimanere un altro obiettivo fondamentale. Dopo di che, mister Danesi faccia l’impossibile per mettere in campo quanto meno una squadra che dia almeno l’impressione di dare il massimo, con la società che dovrà ben supportarlo in questo. I giocatori scendano in campo senza paura di sbagliare e anche i più giovani, capiscano quale privilegio sia indossare quella maglia alla domenica. Ma soprattutto, che tutti ritrovino il sorriso, a cominciare dalla proprietà, perché un ambiente triste non può certamente trasmettere elementi positivi a chi oggi ha altresì un bisogno tremendo di scrollarsi di dosso la paura di sbagliare.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa