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Monterotondo superstar Va in archivio un anno d’oro
MONTEROTONDO MARITTIMO. Il 2017 ha confermato il Monterotondo come una delle più belle realtà calcistiche della Maremma, una società e una squadra in costante ascesa che nel volgere di pochi anni si...
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MONTEROTONDO MARITTIMO. Il 2017 ha confermato il Monterotondo come una delle più belle realtà calcistiche della Maremma, una società e una squadra in costante ascesa che nel volgere di pochi anni si è trasformata in uno dei club più prestigiosi della provincia.
Il settimo posto che occupa attualmente nel campionato di Promozione certifica il valore della società gialloverde, il Monterotondo è la prima delle grossetane e volendo ampliare l’orizzonte possiamo affermare che dopo il Gavorrano e il Grosseto il Monterotondo è la realtà calcistica più in voga del football maremmano.
Una crescita che non è frutto del caso ma è stata programmata come ci ha detto il presidente Alberto Stanghellini: «Cinque anni fa abbiamo elaborato che c’erano i presupposti per tentare di fare il salto di qualità, non ci siamo accontentati di ciò che avevamo ma abbiamo avuto l’ambizione di cercare il massimo e restando sotto pressione siamo diventati la realtà attuale».
L’impressione è che la crescita del Monterotondo non sia ancora all’apice: «Quest’anno vogliamo restare in Promozione, è il nostro primo anno in questa categoria e poi programmeremo quello che potrà essere il nostro futuro».
Alberto Stanghellini elenca quali sono i cardini per stimolare le ambizioni: «Dobbiamo ringraziare l’amministrazione comunale che ci supporta e ci sta molto vicina. Lo stadio Pian di Giunta è un autentico gioiellino che non teme confronti ed i tifosi ci seguono con entusiasmo».
La strategia di mercato è rivolta quasi essenzialmente verso il livornese, ad iniziare dall’allenatore labronico Nicola Ballerini. Il presidente Stanghellini spiega i motivi di tale scelta: «La nostra è stata una scelta forzata in quanto nel livornese c’è un bacino di utenza di gran lunga superiore a quello che esiste nel grossetano. Ma soprattutto nel livornese esiste un’altra mentalità, i giocatori, anche quelli molto giovani, non hanno difficoltà a spostarsi, mentre nel grossetano molti si spaventano se devono fare il viaggio a Monterotondo. Credo che a Grosseto manchi la cultura del muoversi per andare a giocare, invece sono convinto che conoscere altre realtà sarebbe un grande motivo di crescita per l’intero movimento. Il nostro auspicio è di aprire una strada calcistica verso Monterotondo anche da parte di realtà significative come Follonica che potenzialmente sono importanti».
Per quanto riguarda l’organico a punta di diamante è l’attaccante Athos Ferretti ma il presidente Stanghellini mette sul podio un altro giocatore:
«Athos è un grande goleador, è un funambolo, ma un giocatore insostituibile è suo fratello Charlie. Un giocatore di altri tempi, uno di quelli che sanno dettare i tempi del gioco, è il nostro autentico regista, un costante esempio di regolarità e puntualità. È parco di parole ma quando parla lascia il segno, un giocatore e un uomo di altre categorie».
Il settimo posto che occupa attualmente nel campionato di Promozione certifica il valore della società gialloverde, il Monterotondo è la prima delle grossetane e volendo ampliare l’orizzonte possiamo affermare che dopo il Gavorrano e il Grosseto il Monterotondo è la realtà calcistica più in voga del football maremmano.
Una crescita che non è frutto del caso ma è stata programmata come ci ha detto il presidente Alberto Stanghellini: «Cinque anni fa abbiamo elaborato che c’erano i presupposti per tentare di fare il salto di qualità, non ci siamo accontentati di ciò che avevamo ma abbiamo avuto l’ambizione di cercare il massimo e restando sotto pressione siamo diventati la realtà attuale».
L’impressione è che la crescita del Monterotondo non sia ancora all’apice: «Quest’anno vogliamo restare in Promozione, è il nostro primo anno in questa categoria e poi programmeremo quello che potrà essere il nostro futuro».
Alberto Stanghellini elenca quali sono i cardini per stimolare le ambizioni: «Dobbiamo ringraziare l’amministrazione comunale che ci supporta e ci sta molto vicina. Lo stadio Pian di Giunta è un autentico gioiellino che non teme confronti ed i tifosi ci seguono con entusiasmo».
La strategia di mercato è rivolta quasi essenzialmente verso il livornese, ad iniziare dall’allenatore labronico Nicola Ballerini. Il presidente Stanghellini spiega i motivi di tale scelta: «La nostra è stata una scelta forzata in quanto nel livornese c’è un bacino di utenza di gran lunga superiore a quello che esiste nel grossetano. Ma soprattutto nel livornese esiste un’altra mentalità, i giocatori, anche quelli molto giovani, non hanno difficoltà a spostarsi, mentre nel grossetano molti si spaventano se devono fare il viaggio a Monterotondo. Credo che a Grosseto manchi la cultura del muoversi per andare a giocare, invece sono convinto che conoscere altre realtà sarebbe un grande motivo di crescita per l’intero movimento. Il nostro auspicio è di aprire una strada calcistica verso Monterotondo anche da parte di realtà significative come Follonica che potenzialmente sono importanti».
Per quanto riguarda l’organico a punta di diamante è l’attaccante Athos Ferretti ma il presidente Stanghellini mette sul podio un altro giocatore:
«Athos è un grande goleador, è un funambolo, ma un giocatore insostituibile è suo fratello Charlie. Un giocatore di altri tempi, uno di quelli che sanno dettare i tempi del gioco, è il nostro autentico regista, un costante esempio di regolarità e puntualità. È parco di parole ma quando parla lascia il segno, un giocatore e un uomo di altre categorie».
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