Sicurezza
Il sogno dei rossoblù si infrange all’89’
Rocambolesca trasferta a Olbia: il Gavorrano lotta come un leone. Due gol in due minuti cambiano il destino del match
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OLBIA. Una trasferta a dir poco rocambolesca. Alla fine, seppur immeritatamente, ne esce sconfitto il Gavorrano, che allo stadio Nespoli di Olbia perde 4-3, dopo essere riusciuto ad arrivare a centrare un clamoroso 3-3, e saluta il 2017 con il tredicesimo ko nel campionato di serie C.
Una trasferta, quella in Sardegna, affrontata dai maremmani con una serie di defezioni. In difesa, mister Favarin dà spazio a Borghini, mentre a centrocampo la sorpresa nell’undici iniziale è Malotti, con Gemignani adattato sull’out sinistro.
L’Olbia, che ha dalla sua classifica e fattore campo, inizia presto a far male ai minerari, ma la prima occasione è di marca rossoblù e cade al 5’ quando Remedi serve in piena area Brega, che da posizione centrale alza la mira.
All’11’, invece, primo avvertimento in area toscana: iniziativa personale di Ogunseye, che si fa spazio su Salvadori e batte a rete, ma la palla sbatte sul palo. Due minuti dopo, Brega va a un passo dal gol, perché dopo aver saltato il portiere dei sardi si vede negare la gioia dall’intervento sulla linea di porta di Dametto.
Gara emozionante e foriera di occasioni continue, finche al 15’ lo 0-0 va in soffitta, ma è l’Olbia a rompere gli equilibri con la rete di Ragatzu, lesto a ricevere un assist di Piredda e scagliare il destro che batte Salvalaggio.
Il Gavorrano reagisce con ardore, ribadendo la pressione sulla metà campo avversaria; al 25’ Aresti dice no in tuffo al colpo di testa di Salvadori. I minerari insistono e dimostrano supremazia territoriale, ma non trovano la via della rete.
Cosa che invece fa di nuovo l’Olbia, ancora con Ragatzu, che al 42’ firma la doppietta personale con un’azione simile a quella dell’1-0 e porta i suoi al riposo sul doppio vantaggio.
Nessun cambio all’intervallo, quindi si riparte con gli stessi effettivi e un risultato che, per quanto espresso dalle due squadre, penalizza eccessivamente i rossoblù.
Ma il Gavorrano non si abbatte a riparte a spron battuto, ma al 55’ i padroni di casa sfiorano il tris, con Pennington che manca il tap-in vincente sottomisura.
Un minuto dopo, Favarin toglie Moscati per Merini ed è un cambio benaugurante, perché al 59’ la sua squadra dimezza: Brega spara un missile sotto la traversa e riporta i suoi in partita. Le speranze di evitare il peggio si riaccendono, ma a cavallo della mezzora i sardi allungano sul 3-1 con Ogunseye, sfruttando una distrazione generale della retroguardia rossoblù.
Tuttavia, non è ancora il tempo di morire, il valzer delle reti prosegue e produce il 3-2 al 71’: giocata di Brega sulla destra, palla al centro e Conti che segna con la complicità di un difensore locale.
Merini si fa pericoloso al 75’ quindi esce all’80’per infortunio. Ennesima tegola per un Gavorrano che però all’88’ pareggia proprio con il neoentrato Mosti. Un 3-3 che fa sognare di tornare a muovere la classifica dopo un paio di sconfitte.
Purtroppo è una gioia effimera, poiché l’ Olbia ha la forza per calare un minuto dopo il poker (doppietta di Ogunseye) che scrive i titoli di coda e costringe il Gavorrano ad andare alla sosta con un ritardo di sette lunghezze dal Cuneo, terzultimo in graduatoria.
Una trasferta, quella in Sardegna, affrontata dai maremmani con una serie di defezioni. In difesa, mister Favarin dà spazio a Borghini, mentre a centrocampo la sorpresa nell’undici iniziale è Malotti, con Gemignani adattato sull’out sinistro.
L’Olbia, che ha dalla sua classifica e fattore campo, inizia presto a far male ai minerari, ma la prima occasione è di marca rossoblù e cade al 5’ quando Remedi serve in piena area Brega, che da posizione centrale alza la mira.
All’11’, invece, primo avvertimento in area toscana: iniziativa personale di Ogunseye, che si fa spazio su Salvadori e batte a rete, ma la palla sbatte sul palo. Due minuti dopo, Brega va a un passo dal gol, perché dopo aver saltato il portiere dei sardi si vede negare la gioia dall’intervento sulla linea di porta di Dametto.
Gara emozionante e foriera di occasioni continue, finche al 15’ lo 0-0 va in soffitta, ma è l’Olbia a rompere gli equilibri con la rete di Ragatzu, lesto a ricevere un assist di Piredda e scagliare il destro che batte Salvalaggio.
Il Gavorrano reagisce con ardore, ribadendo la pressione sulla metà campo avversaria; al 25’ Aresti dice no in tuffo al colpo di testa di Salvadori. I minerari insistono e dimostrano supremazia territoriale, ma non trovano la via della rete.
Cosa che invece fa di nuovo l’Olbia, ancora con Ragatzu, che al 42’ firma la doppietta personale con un’azione simile a quella dell’1-0 e porta i suoi al riposo sul doppio vantaggio.
Nessun cambio all’intervallo, quindi si riparte con gli stessi effettivi e un risultato che, per quanto espresso dalle due squadre, penalizza eccessivamente i rossoblù.
Ma il Gavorrano non si abbatte a riparte a spron battuto, ma al 55’ i padroni di casa sfiorano il tris, con Pennington che manca il tap-in vincente sottomisura.
Un minuto dopo, Favarin toglie Moscati per Merini ed è un cambio benaugurante, perché al 59’ la sua squadra dimezza: Brega spara un missile sotto la traversa e riporta i suoi in partita. Le speranze di evitare il peggio si riaccendono, ma a cavallo della mezzora i sardi allungano sul 3-1 con Ogunseye, sfruttando una distrazione generale della retroguardia rossoblù.
Tuttavia, non è ancora il tempo di morire, il valzer delle reti prosegue e produce il 3-2 al 71’: giocata di Brega sulla destra, palla al centro e Conti che segna con la complicità di un difensore locale.
Merini si fa pericoloso al 75’ quindi esce all’80’per infortunio. Ennesima tegola per un Gavorrano che però all’88’ pareggia proprio con il neoentrato Mosti. Un 3-3 che fa sognare di tornare a muovere la classifica dopo un paio di sconfitte.
Purtroppo è una gioia effimera, poiché l’ Olbia ha la forza per calare un minuto dopo il poker (doppietta di Ogunseye) che scrive i titoli di coda e costringe il Gavorrano ad andare alla sosta con un ritardo di sette lunghezze dal Cuneo, terzultimo in graduatoria.
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